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Enogastronomia Pugliese

Taralli

Il termine “tarallo” ha un’origine incerta, secondo alcuni deriva dal latino “torrère”, ovvero “tostare”, secondo altri dal greco “toros” (toroidale), per la sua particolare forma, o dal greco “daratos”, ovvero una “specie di pane”, o ancora dall’italico “tar” (avvolgere), perchè i fornai, durante il XVIII sec ci avvolgevano i resti della pasta del pane. Venivano usati, come alternativa a quest’ultimo, da pastori e contadini che dovevano star lontani da casa, perchè, essendo secchi non andavano incontro a deperimento.

I taralli hanno ingredienti semplici, farina, acqua, olio d’oliva, vino bianco e sale, talvolta aromatizzati con finocchietto o peperoncino, in breve tempo sono diventati un prodotto molto richiesto in Italia e all’estero, tanto da essere denominato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali come “Prodotto agroalimentare tradizionale”. Read more

Caciotta di Urbino

La caciotta di Urbino, tutelata dal 1982 dalla denominazione di origine protetta, è un formaggio a pasta friabile prodotta con latte di pecora

Burrata

La produzione della Burrata è una tradizione abbastanza recente e risale ai primi decenni del 1900 in una masseria di Andria. Viene prodotta tutto l’anno ad Andria e a Martina Franca. La sua lavorazione è piuttosto semplice, anche perchè il prodotto non richiede nessuna stagionatura, e consiste nell’unire i ritagli di mozzarella alla panna, mettendo il tutto in una sacca di pasta filata che al termine dell’operazione viene chiusa all’apice.

Pane di Altamura

Il Pane di Altamura è ottenuto dal rimacinato di semola di grano duro, ricavato dalla macinazione di grani duri delle varietà Appulo, Arcangelo, Duilio e Simeto prodotte nel territori dei Comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge (BA), da sole o congiuntamente in ragione almeno dell’80%, purchè prodotte nel medesimo territorio. L’origine di questo antico e famoso prodotto della panetteria è legata alla tradizione contadina della tipica zona di produzione. Gli impianti per la produzione del pane devono essere alimentati preferibilmente a legna o a gas. La pagnotta ha un peso non inferiore a 0,5 Kg e presenta due forme tradizionali: la prima, denominata localmente pane accavallato è alta, accavallata, senza baciatura ai fianchi; la seconda è più bassa, localmente denominata cappello di prete e non presenta baciatura. La crosta deve possedere uno spessore non inferiore a 3 mm; la mollica, di colore giallo paglierino, presenta una omogenea alveolazione.