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Recoaro Terme

Recoaro Terme

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La bellezza paesaggistica di Recoaro Terme e delle Piccole Dolomiti nasce dal felice incontro di geometrie opposte: il mondo verticale delle guglie dolomitiche si oppone a quello orizzontale degli altopiani della Lessinia, dei Sette Comuni e della grande pianura. Il vicino Pasubio vive nel ricordo della Grande Guerra. Sui monti che circondano la cittadina termale è presente una flora particolarissima. Le cime delle Piccole Dolomiti, assieme a quelle del Monte Baldo, del Pasubio, del Summano, sfuggirono, perché emergenti, alle grandi glaciazioni dell’ Era Quaternaria e ospitano ancor oggi varietà botaniche preglaciali.
Grande interesse riveste anche il patrimonio faunistico dell’ area: è infatti possibile ammirare il volo del rondone alpino, del falco e della poiana, oppure quello del gallo forcelle che vagabonda sui valloni selvaggi. E grande sarà la gioia se capiterà di vedere una coppia di aquile volteggiare nell’azzurro del cielo. Tuttavia, ciò che ha reso celebre nel mondo la cittadina di Recoaro Terme, è la sua ricchezza di acque medicamentose. Ancor oggi le acque minerali costituiscono la sua principale attività economica, affiancata da una moderna e fiorente industria turistico-alberghiera.

II conte vicentino Lelio Piovene nel 1689 cominciò ad interessarsi ad una sorgente, ricca di gas, dal sapore gradevolissimo, contenente ferro, già conosciuta ed apprezzata dagli abitanti di questo incantevole luogo delle Prealpi venete: quell’acqua era detta “acqua miracolosa di Sant’Antonio”. Dal giorno in cui il conte la scoprì, portandola al di fuori dei confini dei paesino, le proprietà terapeutiche di quell’acqua cominciarono ad essere conosciute un po’ ovunque. Nel 1752 il Governo della Serenissima Repubblica di Venezia la dichiarò sorgente pubblica e a disposizione di tutti i suoi cittadini. Nel 1780 fu costruito l’edifìcio delle Fonti e fu creato il primo centro Termale della Repubblica Veneta. Recoaro fu frequentata dal bel mondo austroungarico fino al 1866 (passaggio del Veneto al Regno d’Italia) e poi dalla borghesia italiana. In quel tempo i signori e le signore che andavano a “passare le acque”, sono stati i primi turisti che hanno frequentato questa località. Ancora oggi Recoaro con le sue architetture libere, gli spazi a giardino, mantiene quell’aspetto tipico delle “villes d’eau” molto in voga negli anni Trenta.

Fonte: Regione del Veneto, Assessorato al Turismo.

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