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Lido di Venezia

Lido di Venezia

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Il Lido, la maggiore della lunga serie di strisce sabbiose che separa la laguna dall’Adriatico, è un’isola di dodici chilometri fatti di grandi e ventilati arenili liberi che la caratterizzano come la località balneare meno affollata di tutto l’Alto Adriatico.

Di notte il Lido, durante tutto l’anno, mostra il suo lato gaudente e mondano: si può sfidare la fortuna ai tavoli del Casinò Municipale di Venezia (sede estiva), si possono vivere le numerose feste notturne che dalla Giudecca si irradiano a S. Marco e Canal Grande, quando canti e fuochi d’artificio riempono l’aria di musica e allegria. Fra le feste vanno senza dubbio ricordate le giornate della “Senza”, che culminano nella domenica dell’Ascensione di Nostro Signore, quando il Doge, a bordo del Bucintoro, simbolicamente ringraziava e sposava quel mare da cui dipendeva la vita stessa della città, gettando il suo anello in acqua in segno di eterno dominio. E poi la Festa del Redentore, che ricorda la fine della peste del 1576, a luglio, e a settembre la Mostra Internazionale di Arte Cinematografica che, inaugurata nel 1932, richiama grandi nomi del mondo del cinema.

II Lido ha conosciuto momenti di gloria nel tempo antico. Terra di difesa naturale irrobustita dai Murazzi contro la minaccia del mare, fu sovente adattato a scopi militari già dai tempi della IV Crociata (1204) e della guerra di Chioggia (1378) e attrezzata di maggiori opere di difesa (a Sant’Andrea e San Niccolo) quando l’avanzata turca stava diventando nel 1500 una realtà possibile.

Nello spirito della Belle Epoque gli imprenditori crearono sull’isola alberghi di lusso, ville, villini, parchi e giardini di glicini e rose laddove regnavano orti e viottoli sassosi. L’Hotel Des Bains è il primo ad essere costruito, di impostazione architettonica neoclassica, circondato da terrazze e colonnati palladiani, arredato, negli anni romantici, secondo il gusto liberty. Scalinate, balaustre e soffitti lignei, ampie poltrone di pelle e midollino tra cespugli di ortensie. Qui Thomas Mann, nel suo “Morte a Venezia”, ha fatto vivere Aschenbach, sulla spiaggia costellata di cabine, sedie sdraio, bimbi, giochi, istitutrici nelle “…accurate eleganze mattutine…”. Tutto mirabilmente fissato da Luchino Visconti nel suo film.

Fra le ali del Casino, del Palazzo del Cinema e il mare, c’e poi la grandiosa mole dell’Hotel Excelsior, inaugurato nel 1908. Imponente dimora moresca dalle soluzioni ardite e originali. Archi a ferro di cavallo, minareti e tende sulla sabbia come fosse l’accampamento di un sultano sulle rive di altri mari. Da Venezia lo si raggiunge in breve tempo attraverso il Canale delle Quattro Fontane bordeggiato di oleandri. Nobiltà internazionale e stelle del cinema sceglievano questa meta contribuendo a trasformare via via l’isola in luogo mondano e centro balneare.

Già dalla seconda metà dell’Ottocento la spiaggia si animava di stabilimenti balneari, capanne e chalet sottraendo spazi alle dune e alla naturale vegetazione mediterranea, ultime testimoni delle lunghe cavalcate che lord Byron amava fare decantando il Lido come luogo di grande pace e suggestione. Anche Goethe non seppe sottrarsi al fascino particolare di quest’isola fra mare e laguna cosi inaspettatamente vicina al centro marciano, alternando i suoi ozi operosi fra il Canal Grande e la passeggiata lungo i viottoli marini aspri ed odorosi di malta. E, come lui, poeti, musicisti, letterati: da Freud a Teofilo Gauthier, da Alfredo De Musset a Shelley che così apre il suo poemetto “Julian and Maddalo”:”…Cavalcando una sera con il conte Maddalo su quelta sponda di terra che verso Venezia rompe il flusso dell’Adria: e un lido spoglio fatto di collinette che la sabbia accumula con il suo moto perenne,arruffato di cardi e erbacce anfibie simili a quelle che genera abbracciando la terra la melma salmastra…”.

Fonte: Regione del Veneto, Assessorato al Turismo.

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