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Bevagna

Bevagna

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Bevagna è l’antica Mevania, posta sulla consolare via Flaminia. Fu città umbra e fiorente municipio romano. Gastaldato longobardo, nel 774 entrò a far parte dello Stato della Chiesa. Dopo alterne vicende, i Trinci di Foligno imposero il loro dominio dal 1371 fino al 1439, quando Bevagna fu sottoposta a governatori pontifici. Con il 1860 cessò il dominio della Chiesa e Bevagna entrò a far parte del Regno d’ltalia.

La città attuale ha mantenuto il suo aspetto medioevale, conservando abbastanza bene nelle sue strade il reticolo romano.

Porta Foligno, una delle porte di accesso alla città, è stata restaurata nel 1797.  Del Teatro Romano attualmente sono visibili alcuni resti di ambulacri, che sostenevano le gradinate della cavea.  Del Tempio Romano, risalente al II sec. d.C., rimangono solo alcuni resti, in quanto l’edificio fu trasformato nella Chiesa della Madonna della Neve.  La Chiesa di S. Francesco, sec. XIII. sorge nel punto più alto di Bevagna e presenta all’interno dipinti dei sec. XIV e XVI. Porta Cannara, sec. XIII, è un’altra delle porte di accesso a Bevagna. Il Mosaico Romano, appartenente ad un ambiente delle Terme romane, risale al II sec. d.C.. Realizzato con tessere bianche e nere, rappresenta animali marini. Il Palazzo Comunale, rifatto nel 1832, ospita la Biblioteca, l’Archivio Storico e la Pinacoteca. Nell’atrio, lungo la scala, raccolta di iscrizioni e frammenti antichi. Piazza Filippo Silvestri, una delle più belle piazze umbre, centro della città medioevale, riunisce importanti monumenti. La Chiesa dei SS. Domenico e Giacomo, sec. XIII, presenta all’interno un ciclo di affreschi di un maestro legato ai primi giotteschi e due sculture lignee di scuola nordica, risalenti al sec. XIII. Il Palazzo dei Consoli, sec. XIII, che fu sede della magistratura cittadina, ospita dal 1886 il Teatro Torti. Nella sala, a tre ordini di palchi e loggione, è notevole il sipario realizzato da Domenico Bruschi alla fine del sec. XIX. Rappresenta il poeta latino Properzio, che addita al Torti la sua patria. Un nuovo sipario, realizzato dal pittore Luigi Frappi in occasione della riapertura del teatro dopo i lavori di restauro, rappresenta il “Clitunno all’alba”. La Chiesa di S. Silvestro, costruita nel 1195 dal marmoraro Binello, come si legge nell’iscrizione a lato della porta, è un prezioso esempio di arte romanica. La Chiesa di S. Michele Arcangelo, sec. XII e XIII, conserva all’interno, sotto il presbiterio sopraelevato, la cripta, a quattro navate, divisa da sei colonne con capitelli romanici.
Non antichi, invece, gli alberghi di cui dispone Bevagna, situati nel suo centro e in periferia.

Fonte: Servizio Turistico Associato della Valle Umbra

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