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Pomarance

Le prime notizie documentate del borgo risalgono intorno all’anno Mille, epoca in cui Ottone I avrebbe ceduto in feudo a un Engheramo Inghirami il castello di Pomarance, terra murata e residenza fortificata di un vassallo del feudatario di Volterra.

Nel 1186 l’imperatore Arrigo VI concesse al vescovo Ildebrando Pannocchieschi, la giurisdizione ed il diritto di costruire torri nel castello di Pomarance. Nel XIII secolo Pomarance assunse la fisionomia tipica del borgo fortificato: il castello ampliato verso nord si munì di una nuova cinta muraria a difesa del borgo sviluppatosi lungo un’unica strada principale, intersecata dai numerosi vicoli che conducevano alle mura. II XIV secolo vide Pomarance sotto il saldo dominio comunale; in questo periodo raggiunse la sua massima espansione urbana con l’edificazione della terza cinta muraria che ampliava ulteriormente la superficie del borgo verso settentrione. La zona circorcritta dalla nuova cinta urbana si chiamava “il pietriccio”.

Nel 1325 le mura furono rafforzate con nuove cortine, con otto torri circolari e con due nuove porte castellane: quella “Volterrana” e quella “Castelnovina o Orciolina”. La prima rappresentava il punto più debole di tutto l’impianto difensivo perchè facilmente accessibile da nord-ovest ed è per tale motivo che fu sovrastata da un robusto “barbacane” con piombatoia e venne posta sotto la diretta difesa di due torri angolari a planimetria circolare. Le mura e le torri erano già munite di un camminamento di ronda e di una robusta merlatura. Attorno al 1447 il castello di Pomarance fu espugnato dalle truppe di Alfonso di Aragona e nel 1472 fu conquistato definitivamente dai fiorentini. Pomarance, non avendo opposto resistenza alle truppe fiorentine, fu elevata a sede del Vicariato di Val di Cecina e sulle porte castellane e nella piazza fu issato lo stemma del “Marzocco”, simbolo della dominazione di Firenze.

Dal secolo XVI Pomarance divenne un importante centro commerciale, distinguendosi soprattutto per la produzione artigianale delle pregiate maioliche di tipo “ingobbiate-graffite” a cui fece seguito, nel XVIII secolo, una fiorente attività per la produzione del baco da seta. Durante il XIX secolo, grazie allo sfruttamento delle risorse minerarie, delle acque calde termali, – i “lagoni” – presenti nell’area di Montecerboli e per l’estrazione del sale borace, il territorio conobbe una crescente ricchezza economica delle classi aristocratiche e borghesi ed un significativo aumento della popolazione. Tali eventi determinarono l’avvio di una sostanziale trasformazione urbanistica di Pomarance, con l’abbattimento di gran parte delle porte e delle mura castellane e l’edificazione dei palazzi nobiliari delle più influenti famiglie: De Larderel, Bicocchi, Biondi, Bardini, Gardini e altre. L’area coinvolta dai fenomeni geotermici fu presa in affitto dal francese Francesco Larderel nel 1818 ed in seguito alla costruzione di un villaggio fabbrica prese il nome di Larderello. Pomarance cominciò ad espandersi oltre l’antico perimetro delle mura castellane, forte del sostegno di nuove attività imprenditoriali, artigiane alberghiere.

Fonte: APT Pisa.

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