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Montescudaio

Il borgo deriva il suo nome dal latino Mons scutorum che significa “monte degli scudi” o “monte dello scudiero”, in virtù delle rilevanti funzioni militari a cui assolse, grazie alla sua ubicazione, nelle diverse epoche e fino almeno a tutto il Medioevo. Numerosi reperti archeologici rinvenuti nell’area testimoniano l’esistenza di un insediamento abitativo risalente all’epoca villanoviana.
Il primo documento scritto riferito al paese è datato al 1092; in esso è riportato l’atto con cui il conte Gherardo Della Gherardesca fece dono, al monastero di monache benedettine da lui stesso fondato l’anno precedente, della chiesa di San Andrea, situata all’interno del castello. Il fortilizio fu per lungo tempo feudo dei Della Gherardesca che, protetti dalla Repubblica di Pisa, furono più volte vicari per la Maremma.
Essi tuttavia si ribellarono a Pisa in occasione dell’invasione da parte di Luchino Visconti nel 1345 ed in seguito, nel 1406, si sottomisero a Firenze. I Della Gherardesca, tuttavia si macchiarono di tradimento anche nei confronti di Firenze quando, nel 1447, spalleggiarono l’invasione del re di Napoli Alfonso D’Aragona. Sotto il Granducato Mediceo Montescudaio conserva la concessione di statuti propri, che sin dal 1407 aveva ottenuto da Firenze, comparendo di fatto unito a Guardistallo e a Casale.

Durante il periodo mediceo del marchesato il Comune di Montescudaio assistette ad una progressiva decadenza, che si manifestò palesemente nel dimezzamento della popolazione. Nel 1648 Ferdinando II concesse Montescudaio in feudo, con il titolo di marchesato, a Ferdinando Ridolfi, alla cui famiglia rimase, pur con alterne vicende, fino all’Unità d’ltalia.

Come se il tempo si fosse fermato, l’odierna Montescudaio custodisce nelle sue vie incuneate, tra casa e casa, i sapori di un medioevo ormai remoto. Lungo il perimetro del castello si possono osservare le imponenti mura di cinta, alte in alcuni punti fino a 15 metri. La cinta conserva l’originaria muratura nel tratto settentrionale e meridionale, mentre sul lato rivolto verso il mare è stata ricostruita intorno al 1960. Ancora oggi, dalle vecchie mura castellane, in particolare da una bella torretta detta “La Guardiola” – l’unica antica torre di avvistamento oggi rimasta e caratterizzata al suo interno dalla presenza di una scala a chiocciola – si può godere un meraviglioso panorama che spazia dalla pianura del Cecina al Mar Tirreno. Anche dal piazzale del Castello, di fronte alla Chiesa abbaziale di SS. Maria Assunta, la vista spazia sino al mare. In prossimità di via del Borgo è ubicata la Torre Civica che segna il punto d’ingresso al castello medievale, vicino al quale sorgeva la casa del gabelliere. La parte inferiore della torre risale al XII secolo mentre l’orologio, dalla cui presenza deriva l’appellativo di Torre dell’Orologio, risale al XIX secolo. Il basamento e la parte superiore furono danneggiati dal terremoto e ricostruiti intorno al 1850, quindi restaurati nuovamente nel 1975 e nel 1986. Alla fine del 2004 è stato realizzato un’intervento di illuminazione all’interno della torre.

Fonte: APT Pisa.

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