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Guardistallo

Guardistallo

Nel Museo Archeologico di Firenze sono conservati del reperti rinvenuti nei territori intorno a Guardistallo che testimoniano la presenza di insediamenti preistorici: si tratta in prevalenza di pugnali e asce in pietra e bronzo e sepolture realizzate secondo il rito dell’inumazione.
Il nome invece è di chiara origine longobarda (Vardestalla o Wardestallum, ovvero “stazione di guardia”). Guardistallo fu castello feudale sotto la signoria dei Della Gherardesca, che nel 1154 ne fecero dono al vescovo di Volterra. Posto sotto il dominio di Pisa, vi si ribellò durante la minaccia portata alla Repubblica Pisana da Luchino Visconti. Ridotto all’obbedienza, ne seguì le sorti sino alla vittoria, nel 1406, di Firenze,
quale giurò fedelta. Fu occupato nel 1447 dall’esercito di Alfonso d’Aragona re di Napoli che distrusse gran parte delle case e dei palazzi eccetto il castello e il cassero, crollati con il terremoto del 1846. Riconquistato dai fiorentini, Guardistallo partecipò alla sfortunata ribellione condotta da Pisa nei confronti degli stessi. Nel 1738 Guardistallo fu costuita in feudo da Francesco II e assegnata con il titolo di marchesato a Carlo Ginori, dignitario della corte lorenese, al quale rimase fino al 1776. Seguì le sorti del Granducato, conoscendo la dominazione francese, sino all’Unità d’ltalia.

Ancora oggi Guardistallo offre non pochi reperti della sua importante storia medievale, come ad esempio i ruderi della rocca, cui si accede attraverso una porta che conserva molti dei suoi caratteri originali. All’interno della rocca sono visibili il tracciato delle mura ed alcune antiche case. Anche il borgo conserva deliziosi angoli di ori medievale inseriti, almeno in parte nella loro primaria planimetria. Appena fuori dal centro del paese, nel luogo ove si consumò il tragico il tragico eccidio del 28-29 Giugno 1944 (detto la “bucaccia”), è stato costruito un ceppo funerario, in memoria delle 57 vittime (11 partigiani e 46 civili) della feroce rappresaglia nazista.

Fonte: APT Pisa.

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