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Casale Marittimo

Casale Marittimo

Notizie attendibili di Casale si cominciano ad avere intorno all’anno Mille, quando si riconoscono tracce di due distinti castelli: un Casale Vecchio, più antico, e un Casale Nuovo corrispondente all’attuale Casale Marittimo, sorto probabilmente in conseguenza della scomparsa del primo. Ma che Casale abbia origine preetrusca è testinioniato da ritrovamenti archeologici, il più importante dei quali è rappresentato dalla tomba a Tholos.

Il castello medievale Casale, nominato nei documenti del 1004, apparteneva ai Della Gherardesca, i quali fecero dono di alcuni territori che sono nella corte di Casale al monastero di Montescudaio e alla Badia di Serena. Casale Nuovo mostra la tipica evoluzione di borgo sorto intorno ad una roccia residenziale: ne sono testimonianza lo sviluppo ad anelli successivi in corrispondenza delle cinte murarie oltre a quello urbanistico extramurario, articolato in un agglomerato che conferva il colore e la fascinosa impronta dell’antico. Verso nord e ovest si scoprono i resti di quelle che furono le possenti strutture, realizzate dai pisani, atte a difendere la costa e l’importante via Aurelia dalle insidie dei vescovi volterrani. Dopo la caduta di Pisa nel 1406, Casale subì le sorti di tutti gli altri borghi della zona entrando a far parte dei domini fiorentini; nel 1427 divenne dominio del Capitanato di Campiglia, uno dei quindici Capitanati di Firenze.

Sono sporadiche le notizie di Casale fino alla metà del 1600: le poche che si rintracciano in quei due secoli sono legate a quelle di Montescudaio e Guardistallo. Nel 1648 i Medici costituirono un feudo a Montescudaio e lo assegnarono a Francesco Ridolfi con il titolo di marchesato; è probabile che anche Casale facesse parte di quel feudo. Notizia certa invece è che nel 1738 Casale faceva parte del marchesato di Riparbella, i cui privilegi furono del conte Carlo Ginori: lo stesso Targioni Tozzetti, parlando dei territori di Riparbella che visitò a metà del 700, descrive Casale come il “più grosso e più salubre castello di tutto il marchesato”. Nella seconda metà dell’800 l’aumento della popolazione determinò l’attuazione di importanti modifiche dell’abitato. Nel 1854 venne demolita la porta sud per costruire la Torre Civica con l’orologio e nel 1872 venne abbattuta una  porzione delle antiche mura ed il vecchio municipio a favore dell’innalzamento della nuova chiesa. Il nuovo municipio venne realizzato in luogo della vecchia chiesa.

Il borgo storico di Casale Marittimo, corrispondente all’antico “castello”, è caratterizzato da edifici per la maggior parte in pietra, posizionati ad anelli concentrici lungo la direttiva di due antiche cinte murarie di epoca medievale, oggi inglobate nel tessuto urbano. La Torre Civica o Torre dell’Orologio delimita l’ingresso al castello (via del Castello); la salita che da Piazza del Popolo conduce alla torre è in pietra arenaria locale. La via del Castello custodisce ancora oggi tracce evidenti della storia del borgo: al n. 13 la Casa del Camarlingo può essere considerata uno degli edifici più antichi del paese; al n. 19 un’antica pietra scolpita che la memoria locale vuole raffigurante un teschio è posta nel luogo ove sorgevano le antiche prigioni. Proseguendo lungo la via si incontra l’attuale municipio, edificio che in passato fu sede della Pieve di S. Andrea; di fronte è situato il Palazzo della Canonica, ricostruito nel 1940 utilizzando materiali provenienti dagli scavi della Villa Romana (un pavimento a lastre di marmo e pietra lavagna, una parte dell’affresco a soggetto mitologico, reperti etruschi e romani); la Canonica è visitabile solo su autorizzazione del parroco. Al di fuori dell’antico castello, da Piazza del Popolo, si può camminare per i caratteristici “borghi” – quartieri nati oltre le mura dalla fine del ‘500 – ed ammirare antiche abitazioni in pietra, caratteristici vicoli lastricati, scalinate, archi e portici.

Fonte: APT Pisa.

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