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Sicilia

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La Sicilia, isola dove con fluiscono diverse civiltà, complicato, spietato e appsionato modo di essere. Nel 415 a.C. i greci decisero di conquistare quest’isola e le loro tracce sono presenti ovunque. Dal tempio di Segesta V secolo a.C., che si trova a sud ovest dell’isola, alla valle dei templi di Agrigento: il tempio della Concordia, di Giove, di Giunone, pietra color ambra, roccia fragile che ha vinto l’ingiuria del tempo nei suoi capitelli, frontoni, colonne…

Agrigento, chiamata dagli arabi Girgenti, fu città demaniale, regia, perciò il suo castello è la cattedrale, qui dove si accese la fantasia di Pirandello che inventò il teatro nel teatro.

Altra città di origine greca della quale scrisse anche Salvatore Quasimodo è Tindali, con la sua costa a piombo sul tirreno.

Ed eccoci a Siracusa: sulle colline che la dominano, ci sono massi ciclopici, resti del Castello di Eurialo. Città fortificata che sorgeva splendida come il suo teatro.

Siracusa fu sicuramente una delle città che decise i momenti della storia del Mediterraneo. Aveva respinto i fenici, facendo affermare la prevalenza dei greci in attesa dei romani. Proprio del tempo di Roma il teatro di Siracusa, così come i mosaici di Piazza Armerina. Divenne poi capitale Bizantina. Gli Arabi misero piede in Sicilia il 16 giugno del 827 e circa cinquant’anni dopo ne erano quasi completamente i padroni e dal quel momento per secoli castelli e torri merlate crebbero per difendersi dagli attacchi dal mare. Fu perfetto l’incontro tra arabi e la civiltà autoctone. Nel 1000 giunsero i Normammi che fecero della Sicilia un vero e proprio stato e ci fu una nuova fusione di culture, un esempio di questo incontro è sicuramente a Monreale, la Cattedrale: alta sulla conca Nord. Dal campanile di Monreale passiamo al campanile di Palermo.

Oggi la “capitale” della Sicilia, così come vollero gli arabi prima e i normanni poi. Città tanto bella quanto decadente. Troviamo esempi meravigliosi di diversi stili architettonici, quali San Giovanni degli Eremiti, la Cattedrale di Palermo, la Fortezza degli Emiri che fu prima palazzo dei Normanni e poi dei Borboni. Un tempo era una città molto più verde di oggi, purtroppo colate di cemento hanno seppellito i giardini rigogliosi del passato.

Dopo Palermo, Catania, altra città importante della Sicilia che ha in parte lo stesso problema della prima: cemento a più non posso… Sorse in epoca Barocca quando le colate di lava giunsero fino al mare. Catania con Via Etnea, strada dritta e lunga, stupende Chiese e palazzi, dove il barocco tocca vertici nobilissimi. Al centro della città: il giardino che ricorda Vincenzo Bellini. Anche a Catania come a Palermo il mare e la città antica sono divisi dai nuovi quartieri.

Il mare lo si trova solo risalendo verso la costa che porta ad Acireale, Acitrezza e Acicastello. Acireale: città moderna e relativamente ricca; Acitrezza e Acicastello il loro nome è legato ai Faraglioni e Fariglini come li chiama Verga nei Malavoglia …. “Si salva solo chi resta qui… Come ostriche allo scoglio” e molti sono i siciliani che la pensano come Verga acora oggi.

Nel sud della Sicilia si trova molto delizioso barocco, lo troviamo nella Cattedrale di Noto, così come a Ragusa, sospesa attorno alla sua Cattedrale tra le valli di San Leonardo e San Domenico e ancora a Modica.

Dal barocco del sud allo stile normanno della costa nord che ritroviamo, per esempio, nella cattedrale di Cefalù, che fu moschea. Un tempo Cefalù fu fortezza oggi e’ una località turistica famosa che riflette il suo bianco accecante nel blu mediterraneo. Da Cefalù a Taormina, la più nota località turistica della Sicilia, fu antica città greca e poi romana.

Ma la Sicilia e’ anche Eolie ricordiamo Lipari: la più fiorente, Panarea la più mondana, e Vulcano Stomboli, Alicudi e Filicudi… Meraviglie tutte da scoprire, meglio ancora se in barca, questo vale anche per le Egadi. Naturalmente è doveroso parlare di Messina, oggi forse l’altra capitale siciliana, che conserva purtroppo poche tracce della sua antica storia, poichè distrutte dal terremoto del 1908.

Questa grande isola tanto famosa per il suo mare è fatta anche di campagna di montagna, di altopiani… Ed e’ fatta di Vulcani: Stromboli e Vulcano nelle Eolie ed infine l’Etna “Etna nevosa, natrice perenne di fulgida neve….. Fonti purissime di orrido fuoco”, così la definì Pindaro.

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