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Novara

Novara

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Dominata dalla splendida San Gaudenzio, a Novara convivono culture diverse quella contadina e quella industriale.

Gaudenzo Ferrari
Era il 20 luglio del 1514 quando Gaudenzio Ferrari firmava il contratto per la realizzazione di un’ancona per la basilica di San Gaudenzio, impegnandosi a portare a termine l’opera nell’arco di diciotto mesi e completarla con una cassa in ottimo legno intagliata da abili carpentieri, su suo modello.
Lo sguardo del viaggiatore, a distanza di quasi cinquecento anni torna a posarsi sulle figure della Vergine e dei Santi sommandosi alla memoria di quanti nel tempo, si sono trovati a percorrere gli stessi itinerari.

Novara e il Duomo
Una decorazione che arriva da un tempo lontano, sopravvissuta agli interventi di ricostruzione del Duomo è, oggi, una finestra sul passato.
E’ la sensazione che si prova nell’osservare uno dei rari mosaici pavimentali del medioevo romanico dell’Italia settentrionale. Sia pure incastonata nelle integrazioni moderne che, tuttavia, ripropongono con sorprendente abilità mimetica i motivi del mosaico antico, la rappresentazione è ancora leggibile nelle sue linne originali. Sulle superfici di nuova invenzione, il gioco dei chiaroscuri sembra trasformare la preziosa pavimentazione musiva in una singolare pittura in pietra.

Novara e la Cupola
La tensione della struttura, la conquista dello spazio in verticale, i colonnati che hanno per fuoco l’infinito del cielo… Lo studio di quest’opera, in cui lo spirito gotico rivive in armonia con i motivi dell’architettura classica, impegna l’Antonelli per undici mesi. La cupola sarà ultimata solo nel 1878 con la collocazione della statua del Salvatore sulla guglia.

Novara e il Broletto
Nel cuore della città, percorsa ancora da vie pavimentate secondo l’uso antico, sorge il Broletto… La misteriosa scultura in pietra che raffigura il volto di un vecchio, un tempo collocata ai vertici della facciata orientale del Palazzo dell’Arengo, sembra approdare da un passato lontanissimo. Sul fronte opposto di un giovane, con il viso ad oriente ed i grandi occhi che scrutavano l’orizzonte. Pare che le due figure, poste una di fronte all’altra, potessero un tempo rivolgersi lo sguardo. Il futuro guarda al passato e non dimentica. Un’ipotesi suggestiva…

Il Lago e i Monti di Novara
“Giunsi a Boleto dopo un cammino di mezz’ora di erti tornanti. Il santuario mi apparve sull’orlo di un abisso che precipita perpendicolarmente qualche migliaia di piedi sul lago. Al centro di un orizzonte vastissimo, si scorge il duomo di Milano, a cinquantadue miglia italiane di distanze, le fertili pianure lombarde, i pittoreschi colli della Brianza e le grandi catene alpine che si protendono da Brescia a Bergamo, Lecco, Como, Varese, fino al Lago Maggiore.”

Il Monte Fenera
Incontrare la natura, in sella ad un cavallo ed inoltrarsi lungo i sentieri che attraversano il Monte Fenera, significa anche ripercorrere le traccie di un passato lontanissimo. Nelle grotte, dove stalattiti e stalagmiti danno origine a paesaggi carichi di suggestione, sono state scoperte alcune fra le più antiche testimonianze di insediamenti preistorici sino d’ora apparse lungo tutto l’arco alpino nord-occidentale. Immersi fra felci e castagni troviamo i segni di una storia più recente: i “taragn” – le tipiche case con il tetto di paglia – Gli alpeggi, le concerie ed i vecchi mulini lungo i corsi d’acqua.

Le Risaie
“La risaia presenta un’uniformità liscia e monotona in cui l’estraneo si smarrisce come un navigante senza bussola. I quadri simmetrici, i filari rettilinei, la trama dei canali e dei fossati, l’orizzonte inquadrato in spazi geometrici, dove i radi e bassi campanili, le bianche cascine naufragano in un verde mareggiante…” Eugenio Barisoni Cacciatora di fustagno (1944)

Le colline novaresi
Quando si pensa alle Colline Novaresi, quando si dice Fara, Sizzano, Ghemme, Boca, ancor prima che ai luoghi il ricordo va ai colori ed ai sapori di certi, antichissimi vini. Oggi sono fra i più celebrati D.O.C. del Piemonte, mentre il Ghemme ha ottenuto la preziosa D.O.C.G., ma già Plinio nel I sec. d.C., ne ricorda le singolari caratteristiche nella sua Naturalis Historia. La coltura della vigna è parte di una civiltà che ha modellato il paesaggio dando forma ad un mondo dove arte, tradizione ed economia sono ancora oggi indissolubilmente legate al ciclo della vendemmia.

I Castelli
Diretta in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo, nel settembre del 1535, la duchessa Caterina di Danimarca è ospite del cognato al castello di Galliate. Poco lontano, narrano le cronache del tempo, si estendeva un’immensa riserva di caccia: “…e così facemmo correre caprioli ed ammazzammo molte lepri con bellissime corse, alle quali la duchessa non volle mancare. Infatti, a trentaquattro miglia da Galliate, dopo aver fatto un pò di merenda, montò sul suo cavallo Turchetto ammirando meglio la meravigliosa campagna e correndo a perdifiato”.

Le antiche chiese
Come i castelli ed i luoghi fortificati, così le antiche chiese del novarese rappresentano, per il moderno viandante, una luminosa finestra sul passato. Gli esterni austeri, le semplici volumetrie, sono quasi sempre custodi di raffinate decorazioni murali: come in un prezioso palinsesto, talvolta, dietro all’immagine di superficie, si celano le tracce di una memoria più antica.

Gli alberghi
Ecco gli alberghi che si trovano a Novara.

Fonte: www.turismonovara.it

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