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Montegallo

Montegallo

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Il luogo è citato nelle Costituzioni Egidiane del 1357,come Mons Sanctae Mariae in Gallo. Nel 1378 viene ricordato come Terra di S. Maria in Lapide. Solo nel 1580 compare finalmente come Montegallo. Nell’anti­chità lo abitarono Pelasgi,Marsi e Sabini. Cadde sotto il dominio farfense nell’VIII secolo. Secondo alcuni stu­diosi, fu un inviato di Carlo Magno, Marchio Gallo, a fon­dare il Castello di S. Maria in Lapide ancora immerso nella macchia tra Balzo e Fon­ditore. Sono proprio le mura di questo castrum che, più a valle, daranno vita nel corso del XV sec. a Balzo, attuale sede comunale. Nel 1250 ot­tenne la cittadinanza ascolana in cambio del mantenimento di un cittadino di Ascoli Piceno come castellano e di un omaggio annuale al Palio, nella ricorrenza festiva di Sant’Emidio. Oggi il Comune possiede ben 27 frazioni che fanno capo a Balzo dove, in un Palazzo del Seicento, si trova il Municipio.

DA VISITARE

A testimonianza del suo nobi­le passato restano un’Edicola sacra, presso la Chiesa di Santa Maria in Lapide, antica chiesa farfense immersa nella macchia tra Balzo e Fon­ditore, la Chiesa di Santa Ma­ria in Pantano, meglio cono­sciuta come Chiesa delle Sibille per gli affreschi del Bonfini del sec. XVII dedicati a queste misteriose figure femminili, le Chiese di S. Ber­nardino e Sant’Angelo, con portale del Cinquecento a Balzo. Da vedere anche il Tempietto dedicato alla Ma­donna in frazione Collicello, il Museo della civiltà contadina in frazione Uscerno e l’Eremo di San Francesco in frazione Corsara.

PER SAPERNE DI PIU’

Molto attivo è il C.E.A. (Cen­tro di Educazione Ambien­tale), che ha la propria sede nel Palazzetto Branconi (sec. XVII) e comprende la Pineta Taliani ed un sentiero naturali­stico.

DA GUSTARE

Si segnala la produzione di miele nella frazione Acetito: ottimi i piatti tipici locali a base di funghi porcini, carni di agnello e cinghiale.

DA PRATICARE

Sono presenti un campo da calcio, una piscina all’aperto e un attrezzato parco giochi per bambini nella pineta.

DA SCOPRIRE

Il territorio, caratterizzato da numerose sorgenti di acqua minerale, è ricco di una flora particolare e insolita: carpivo, abete, acero, leccio, castagno, pino, narcisi, tulipani, genzia­ne e stelle alpine. Da non perdere a Fonditore una visita alla Casa del Beato Marco. La località si presta a percorsi naturalistici: 30 km di sentieri percorribili a cavallo, in mountain bike e a piedi. In particolare si segnalano i per­corsi in direzione di Santa Maria in Pantano verso la cima del Monte Vettore, o verso il Monte Sibilla, il Fosso di Colleluce (sorgente del Flu­vione), la rupe di arenaria a Corbara, la conca di Pantano, il Mulino di Uscerno e lo sto­rico Sentiero dei mietitori.

DA NON PERDERE

Festa patronale di S. Ber­nardino (20 maggio); Fiera in frazione Balzo (12 agosto); Fiera del miele in frazione Abetito (settembre); Raduno dei cavalli in frazione Colle (agosto-settembre); Feste pa­tronali nelle varie frazioni nel periodo estivo; Sagra della Castagna in frazione Uscerno (ottobre).

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