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San Paolo di Jesi

San Paolo di Jesi

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Nonostante il ritrovamento di alcuni reperti archeologici in località Follonica, la nascita del paese risale alla presenza nel territorio di una piccola chiesa di origine monacale dedicata a San Paolo. Da ciò l’origine del toponimo Ca-strum Monti Sancti Pauli, da cui deriva il nome attuale. La prima attestazione del paese risale al 1079, ma è del 1275 il documento in cui San Paolo è menzionato come Castello del contado di Jesi. Tale appartenenza venne poi riba­dita nella Descriptio Mar­chiae Anconitanae e nelle successive Costituzioni Egi­diane emanate nel 1357 dal Cardinale Albornoz. Passato quindi allo Stato della Chiesa, il borgo di San Paolo fu ampliato nel 1491. Aggregato nel 1808 al Comune di Monte Roberto, riottenne la propria autonomia dal 1818 al 1928, anno in cui fu unito a Staf­folo. Dal 1946 riacquistò la piena indipendenza ammini­strativa.

DA VISITARE

All’ingresso del paese si trova il settecentesco Palazzo Bassi; nel centro del borgo sorge la Chiesa parrocchiale di San Paolo della fine del XVIII secolo, nel cui interno è custodita una pala d’altare raffigurante la Madonna con gli apostoli del Pomarancio e datata 1620; nella stessa chie­sa sono degni di nota un organo di Feliciano Fedeli del 1737, un calice d’argento cesellato del 1523 provenien­te dall’antica chiesa di Santa Maria dell’Arco (di cui oggi rimangono pochi resti murari) e un fonte battesimale del 1708. Nella Chiesa della Mi­sericordia o del Cimitero si può ammirare un affresco attribuito ad Andrea da Jesi rappresentante la Madonna con il popolo di San Paolo sotto il mantello (attualmente coperto da una copia). Il Palazzo Comunale e l’elegan­te Torre civica (purtroppo mutilata da un fulmine negli anni Settanta) risalgono alla fine del XVIII secolo.Nel centro del borgo sorge la Chiesa parrocchiale di San Paolo della fine del XVIII secolo, nel cui interno è custodita una pala d’altare raffigurante la Madonna con gli apostoli del Pomarancio e datata 1620; nella stessa chie­sa sono degni di nota un organo di Feliciano Fedeli del 1737, un calice d’argento cesellato del 1523 provenien­te dall’antica chiesa di Santa Maria dell’Arco (di cui oggi rimangono pochi resti murari) e un fonte battesimale del 1708. Nella Chiesa della Mi­sericordia o del Cimitero si può ammirare un affresco attribuito ad Andrea da Jesi rappresentante la Madonna con il popolo di San Paolo sotto il mantello (attualmente coperto da una copia). Il Palazzo Comunale e l’elegan­te Torre civica (purtroppo mutilata da un fulmine negli anni Settanta) risalgono alla fine del XVIII secolo.

PER SAPERNE DI PIU’

In omaggio alla vocazione per la viticoltura, tipica di questa terra, e all’insegna della qualità dei prodotti genuini, attraverso il recupero edilizio di un vecchio immo­bile posto nel cuore del centro storico, l’Amministrazione Comunale ha realizzato la Bottega del Vino, una tappa obbligata per gli itinerari turi­stici della zona, dove è possi­bile degustare innumerevoli varietà di vini marchigiani.

DA GUSTARE

Grazie alla sua posizione pro­tetta dai venti freddi in inver­no e per il suo clima ventilato e fresco d’estate, San Paolo è un centro molto adatto alla coltivazione della vite, tanto da produrre un quantitativo medio annuale di 10.000 quintali di vino, di cui 4.000 di Verdicchio dei Castelli di Jesi. Ottimo è anche l’olio extravergine d’oliva.

DA PRATICARE

Il paese si erge sulla destra del fiume Esino, sull’alto di un colle addossato a quello di Staffolo. È un luogo ideale per passeggiate ed escursioni, da cui si godono splendidi panorami sulla costa adriatica e sulle vicine montagne appenniniche.

DA SCOPRIRE

Legati ad antiche leggende frutto della fantasia popolare. nella zona sono presenti i cosiddetti “bollitori”, ossia vulcanelli di fango o salse, sorgenti di gas che trovano la loro via di fuga in strati argil­losi imbevuti d’acqua. Il fe­nomeno è particolarmente presente nelle contrade Fonte e Battinebbia.

DA NON PERDERE

Festa di San Giuseppe (mar­zo); Infiorata del Corpus Do­mini (giugno); Settimana gastronomica (Ferragosto); Andar per frantoi e mercatini (ottobre); “Verdicchio in ver­si” premio di poesia e Cavata delle Zitelle (7-8 dicembre).(ottobre); “Verdicchio in ver­si” premio di poesia e Cavata delle Zitelle (7-8 dicembre).

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