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Morro D'Alba

Morro d’Alba

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Morro d’Alba risulta abitata già in epoca romana, come testimoniano i resti di due ville romane scoperti in località Sant’Amico. Nella zona è stato rinvenuto nel 1984 un medaglione aureo su cui è riportata l’iscrizione Theodoricus pius princeps invictus semper (oggi conservato presso il Museo delle Terme a Roma); le origini dell’abitato tuttavia dovrebbero ricondursi intorno all’anno Mille, quando il paese è citato come curtis in un atto imperiale di Federico I.

Sono documentati nei secoli diversi assedi e incursioni, tanto che nel 1365 le mura dovettero essere ricostruite. Passò ai Malatesta di Rimini, subì saccheggi dapprima da parte degli anconetani e poi di Francesco Maria Della Rovere. Nel 1808 con il dominio napoleonico fu sottratta al Comune di Jesi e dal 1860 entrò a far parte della provincia di Ancona.

Il nome ricorda la mora o cippo di confine sull’alba o colle, che segnava la separazione fra i comitati medievali di Jesi e di Senigallia. Nel 1861 al nome Morro venne aggiunto il termine Alba.

Il piccolo nucleo storico presenta una struttura architettonica di eccezionale interesse, poichè è interamente racchiuso da una cinta muraria della seconda metà del Quattrocento. Le mura sono costituite da alte cortine a scarpata su cui sorgono le case aperte da porticati sotto i quali si snoda, lungo tutta la circonferenza, la cosiddetta Strada della Scarpa, un camminamento di ronda completamente coperta, comunicante con dei panoramici belvedere posti sulle sei torri pentagonali.

Sotto il paese corre una sorta di città sotterranea, costituita da un labirinto di grotte scavate nei secoli al di sotto delle case.

Le chiese di S. Gaudenzio e di S. Benedetto custodiscono due dipinti dell’artista arceviese Ercole Ramazzani: notevole è la tavola centinata di Claudio Ridolfi raffigurante l’ Incoronazione della Vergine e Santi, custodita in Municipio.

In località Satn’Amico si segnala la bella dimora storica di proprietà Marotti Campi, immersa nei vigneti. Il territorio si presta a interessanti percorsi agrituristici: tra gli altri si segnalano la Via del Sole, due appassionanti percorsi adatti alle mountain bike e un itinerario dedicato alle passeggiate a cavallo.

Prodotto tipico locale è il rinomato vino d.o.c. Lacrima di Morro d’Alba, dal colore rosso rubino. Da segnalare l’eccezionale olio d’oliva verdastro, prodotto da frantoi locali in piccole quantità.

Fonte: Regione Marche, Assessorato al Turismo.

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