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Monza

Monza

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Situata nel cuore della Brianza, sulle rive del fiume Lambro, la città di Monza si presenta al visitatore in modo del tutto inaspettato, orgogliosa di un percorso storico ricco e variegato. La sua vicinanza a Milano è evidente, soli 15 km, ma l’atmosfera in città è unica e mai troppo ‘milanese’, grazie anche ad un rapporto tra cultura ed ambiente del tutto particolare. Il cavallino rampante, indiscutibilmente rosso, è forse uno degli elementi che più ha inciso a renderla famosa nel mondo, ma siate pronti a scoprire in città un percorso turistico di grande livello.

Il Duomo di Monza è uno dei più importanti edifici storici della città. Possiede una pianta a croce latina, a tre navate sorrette da pilastri e colonne decorate con centauri, sirene, aquile, fiere. Quando si arriva in piazza del Duomo dalla via Italia l’impatto visivo è forte: impossibile non rimanere affascinati dalla facciata in marmo policromo della chiesa, dal rosone a ruota e dal grande portico. Sono gli interni tuttavia a rendere particolare l’edificio, e soprattutto il grande tesoro ospitato. Per apprezzare appieno l’importanza storica ed artistica di questa splendida chiesa ci si deve infatti dirigere verso la Cappella di Teodolinda, ricca di affreschi restaurati dagli Zavattari, una famiglia di pittori-restauratori di Milano, e considerati il maggior esempio di ciclo pittorico del tardo-gotico lombardo.
Nel tabernacolo dell’altare della Cappella è custodito un grande tesoro, la Corona di Ferro dell’antico Regno d’Italia, usata dagli imperatori del Sacro Romano Impero. I sovrani avevano a disposizione tre corone: aurea come imperatori, argentea come re di Germania e ferrea come re d’Italia. Quella custodita a Monza è formata da sei lamine d’oro rettangolari unite da cerniere e da una lamina circolare interna in ferro, la quale secondo la tradizione deriva da uno dei chiodi usati per la crocefissione di Gesù. Da Carlo Magno ad Ottone I, Federico Barbarossa e lo stesso Napoleone, tutti furono incoronati con la corona oggi conservata nel Duomo di Monza. La sua storia è millenaria e sembra avere origine nel III secolo d.C., quando Elena, madre dell’Imperatore Costantino I, impossessatasi dei chiodi della crocefissione, li usò per forgiare un diadema per il figlio, il cosiddetto ‘Diadema Intexuit’, dal quale sembrerebbe appunto derivare la preziosa reliquia.

Storia ed architettura a Monza continuano a farsi apprezzare attraverso altri edifici religiosi, come la chiesa di Santa Maria in Strada, del 1348, la chiesa di Santa Maria al Carrobiolo, e soprattutto la chiesa di San Maurizio dove visse Marianna De Leyva, meglio nota come la Monaca di Monza (al quale il Manzoni si inspirò nei suoi Promessi Sposi). Anche le architetture civili di Monza costituiscono un importante attrattiva turistica per il visitatore. Tra queste si ammiri in particolare il cosiddetto Arengario, un’interessante edificio del 1290, in stile gotico lombardo, e simbolo dell’autonomia comunale raggiunta dalla città nel XIII secolo. A caratterizzarlo è l’alta torre campanaria ed il grande porticato ad archi del piano inferiore.

Un itinerario turistico a Monza rimarrebbe incompleto senza la visita alla Villa Reale, insieme al Duomo, l’attrazione più importante della città. Il suo interesse è storico (fu costruita durante il Regno Lombardo-Veneto), architettonico (in stile neo-classico asburgico) e naturalistico (è inserita nel Parco di Monza, uno dei più grandi in Europa). Venne costruita nel 1777 su commissione di Maria Teresa d’Austria, imperatrice consorte di Francesco I, e divenne uno dei Palazzi Reali più belli dell’impero. A progettarla fu Giuseppe Piermarini, in stile neoclassico e secondo i canoni stilistici della Reggia di Caserta, ai cui lavori il Piermarini aveva in precedenza collaborato. Di particolare interesse, all’interno, sono il teatrino progettato da Luigi Canonica, la cappella reale (ricca di stucchi, fregi, rosoni e colonne corinzie), la cosiddetta Rotonda (edificio circolare che serviva da dépandance all’arciduca), i giardini, soprattutto la parte di essi che va a formare l’Orangerie, comunemente nota come Serrone. All’interno del Parco monzese, che nasce come riserva di caccia di Napoleone, ha sede sin dal 1922 il celebre autodromo di Monza, parte del circuito nazionale del Gran Premio d’Italia di Formula 1 e di altre gare mondiali di auto e moto.

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