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La Spezia

La Spezia

Oggi La Spezia è una città che offre una molteplicità di percorsi sia turistici che socio-culturali: grazie al mare e ai suoi dintorni, al recupero del centro storico e all’apertura di importanti musei ha arricchito le sue potenzialità e recuperato una precisa identità.

Il monumento maggiormente rappresentativo della vicenda storica della città della Spezia è certamente il Castello di San Giorgio. Posto su un piccolo rilievo chiamato il Poggio, dominante l’abitato antico, ha conosciuto numerose e continue fasi di edificazione, documentate a partire perlomeno dalla seconda metà del XIV secolo.

Agli inizi del 1800 la parte est della Liguria è divisa ed è in questo periodo che inizia a farsi avanti il progetto dell’Arsenale, soprattutto quando Camillo Pallavicini decide di trasformare la Darsena di Genova in un porto mercantile, lasciando le funzioni di base militare ad un altro porto. Ed è in questo periodo che inizia la progettazione dell’Arsenale.
Lo si può definire “figlio d’arte” in quanto il padre era generale del Genio marittimo. Molto forte fu anche la personalità del nonno, ufficiale del Genio con Napoleone, e non a caso si nota l’influenza della scuola francese nel modo di organizzare e progettare.

Camillo Benso conte di Cavour torna al Governo dopo la caduta di Napoleone nella battaglia di Lipsia, e avviene l’unità d’Italia tra l’aprile del 1859 e il novembre del 1860. Si deve a Cavour la decisione della realizzazione dell’Arsenale che non si farà più nella rada della Grazie ma bensì a S. Vito. Il 28 Agosto 1869 viene inaugurato l’Arsenale. Nel periodo antecedente Cavour, viene anche realizzata la strada per Portovenere inaugurata dal viceré Enrico di Beauharnais e nel frattempo vengono iniziati i lavori per la strada che porterà a Sarzana e al Bracco.

La città ha un ritmo di crescita frenetico, segue gli schemi delle città piemontesi ad assi ortogonali e difatti possiamo trovarne i fulcri in Piazza Cavour e Piazza Brin, dove viene eretta la chiesa in onore della Madonna della Scorza alla quale la città e legata da un voto. Nel marzo del 1849 dopo la disfatta di Novara, si ha un flusso 3.000 soldati della divisione lombarda e come sempre accade in queste situazioni furono sequestrate chiese e conventi, si diffusero malattie e pestilenze anche a causa delle pessime condizioni in cui vivevano buona parte degli operai che lavoravano all’ultimazione dell’Arsenale. L’ordine pubblico in questi periodi non è dei migliori.

Nel 1884 scoppia un’epidemia di colera, già manifestatasi nel decennio del ’60. Il sindaco Paolo Borachia stipula un mutuo con la Cassa di Risparmio di Milano per la costruzione del quartiere operaio “Umberto I° “; a questo punto si può dire che la città è fatta. Com’è intuibile la prima parte di urbanizzazione è tutta al servizio della Marina Militare, non a caso l’Arsenale ha determinato tutto il suo disegno urbanistico. Si ha uno sviluppo perpendicolare al mare, con giardini, quartieri borghesi e popolari. Nella seconda fase di urbanizzazione della città si ha sempre la presenza militare ma si iniziano a sentire le esigenze politiche e civili. Gli stabilimenti militari ed il Porto occupano la zona di San Bartolomeo, mentre le aziende cantieristiche e meccaniche occupano la zona di via del Molo. Troviamo ancora uno squilibrio nella città, Canaletto e Migliarina sono collegate al resto della città da solo un tenue filo viario composto da V.le Italia, Via XXIV Maggio e Via Veneto.

Un discreto sollievo viene dato alla città con l’apertura della galleria Spallanzani ( ex rifugio anti aereo nella seconda guerra mondiale ). Con l’attuale sviluppo sia industriale che demografico si è notato un congestionamento della viabilità sia urbana che extraurbana, soprattutto dopo la realizzazione dell’autostrada che ha permesso l’insediamento di nuovi impianti industriali nella pianura di Ceparana o quantomeno nell’area di confluenza tra il Vara ed il Magra.

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