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Frascati

Piazza San Rocco

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Frascati, amena località dei Castelli Romani ricca di storia, si trova a 320 metri d’altezza nel territorio su cui sorgeva la città di Tusculum dalle antichissime origini: faceva parte della Lega Latina e come tale entrò più volte in conflitto con Roma, per poi fare pace in virtù del fatto che i patrizi romani vi possedevano ville e vigneti. Con la caduta dell’Impero Romano, i contadini utilizzarono il materiale delle dimore nobiliari per costruire le loro povere capanne dal tetto fatto con frasche: da qui il nome, Frascata, del borgo. In età medievale divenne feudo dei conti di Tuscolo, che non seppero difenderla dai romani nel 1191, tanto è vero che i superstiti fuggirono in zone più elevate e protette. Poi la proprietà passò alla Basilica di San Giovanni, più volte dai Colonna ai Lateranensi, per essere assegnata a Marcantonio Colonna il quale diede a Frascati il primo Statuto e la protesse dalla calata dei Lanzichenecchi. Alla morte del Colonna il possedimento passò ai Farnese ai quali si deve in gran parte l’ampliamento del centro abitato.

Nel ‘500 Frascata venne promossa a città con il nome di Tusculum Novum e fu abbellita con fastose ville tardo-rinascimentali e barocche. Nel corso dei secoli vari Papi la elessero a luogo di vacanza per l’estate (ad esempio Paolo III Farnese), il che ne accelerò lo sviluppo urbanistico e culturale. Nel 1799 Frascati subì la dominazione francese ma tornò alla Chiesa dopo il congresso di Vienna; nel 1870 divenne Comune del Regno d’Italia e si dotò in quegli anni di una linea ferroviaria che la collegava a Roma, la prima ad essere realizzata nell’ex Stato Pontificio. Durante la Seconda Guerra Mondiale la cittadina fu in gran parte distrutta dai bombardamenti alleati ma prontamente ricostruita dai suoi abitanti nel rispetto del territorio e degli edifici originari, tornati all’antico splendore.

Nel visitarla, si può seguire un percorso ideale per ammirarne le principali bellezze architettoniche, i luoghi carichi di storia e ricchi di tracce piene di fascino, anche soltanto nell’osservare una piazza, uno scorcio, gli stemmi sulle fontane ed i palazzi nobiliari, vestigia di un mondo ricco e fastoso.
Il tuffo nel passato inizia con la famosa fontana del Vanvitelli, sita nel rione Vermicino, e realizzata in muratura con decorazioni in travertino, sulla cui sommità è posto lo stemma di papa Clemente XII al quale è dedicata l’iscrizione in marmo. Il cammino prosegue, tra ulivi ed alti cipressi, sino al torrione Micara, roccaforte medioevale eretta per proteggere il territorio frascatano.
Oltrepassata tale area si raggiunge la cinquecentesca Villa Sora, famosa per gli affreschi mitologici del Cavalier D’Arpino nella Sala Zuccai. Da vedere anche i cosiddetti “Casini Pescatore”, due edifici interessanti per i loro interni e dipinti. Risalendo la strada verso il centro di Frascati, oltrepassato sulla sinistra l’ospedale di San Sebastiano, si vede la cinquecentesca chiesa di Capocroce che contiene un’immagine della Madonna legata ad eventi miracolosi; da qui, prendendo Via San Francesco, si arriva alla chiesa dei Santi Francesco e Bonaventura; costruita nei primi del ‘600, ha al suo interno un dipinto del Cavalier d’Arpino.
Per entrare nel cuore del paese, invece, si può scegliere di attraversare il parco dell’Ombrellino, con portale monumentale ottocentesco costruito dal Pistrucci a forma di esedra con grandi finestre, grate in ferro e, in cima, una nicchia con la statua di Teleforo, mitico fondatore del Tuscolo, e lo stemma dei Lancellotti. Superato il parco si può raggiungere la piazza del mercato e poi le piazze Bambocci, San Paolo e San Rocco, che presentano interessanti palazzi (come quello vescovile ), fontane (tra le quali quella scolpita in pietra sperone e dalla vasca ottagonale posta in piazza San Rocco), e chiese. Tra queste, la chiesa di San Rocco, la più antica, celebre per il suo campanile con le trifore delimitate da colonnine di marmo, nonché per i dipinti del Gagliardi e di Francesco Chiazza.

Da visitare anche la chiesa del Gesù (nella cappellina si trovano dipinti del pittore polacco Taddeo Kuntz), che si raggiunge prendendo la direzione Porta Granara. Ma il vero colpo d’occhio lo si raggiunge entrando in piazza San Pietro dove si erge maestosa la cattedrale barocca realizzata in sperone e travertino su progetto del Mascherino, la cui facciata, realizzata dal Fontana, presenta un altorilievo posto sopra il portale centrale e raffigurante Gesù mentre rimprovera Pietro. Vi si trova anche una fontana settecentesca, realizzata su disegno dello stesso architetto, che presenta lo stemma del municipio e un’iscrizione che ricorda il dono di acque fatto da Clemente VIII e Paolo V. Da piazza San Pietro si accede a Piazza Marconi sulla quale si affaccia l’omonimo palazzo che, dopo alterne vicende e vari passaggi di proprietà, è oggi sede del Municipio. L’edificio ha un ingresso che immette in un cortile con fontana monumentale; è famoso per i dipinti di paesaggi del frascatano Mecozzi. Dalle sue finestre si può vedere il monumento ai Caduti del 1924; mente sulla sinistra, appare maestosa, attraverso un grandioso cancello, la facciata di Villa Aldobrandini, detta Belvedere per il panorama mozzafiato su Roma. É immersa in un parco secolare, con statue, mascheroni e fontane; al suo interno presenta dipinti del Cavalier D’Arpino e del Domenichino.

Non tutte le dimore nobiliari della cittadina, però, sono giunte intatte sino ai giorni nostri: è il caso di Villa Torlonia, nel cui parco rimangono il teatro delle acque, la fontana del candeliere ed altre piccole fontane; oppure di villa Pallavicini-Sciarra, della quale restano alcune, immancabili fontane, il portale d’ingresso ed il parco. Altre magioni storiche di Frascati, come le ville Lancelotti, Falconieri e Rufinella, la più alta di tutte, hanno subito, negli anni, restauri e variazioni d’uso, ma si sono conservate, insieme ai loro giardini, abbastanza integre. Prima di lasciare tali bellezze, se si è in cerca di pace e raccoglimento, è bene visitare la chiesa dei Cappuccini, con annesso il convento, dalla quale lo sguardo spazia su tutta la campagna romana fino al monte Soratte.

Ma per arrivare sulle alture del Tusculum, meta finale del nostro cammino, bisogna superare Villa Rufinella e percorrere una strada tortuosa che attraversa boschi di lecci, castagni, querce secolari, per poi arrivare, a piedi, in una spianata erbosa. Il luogo è ricco di magia: in esso resistono alle intemperie e all’incuria dell’uomo una villa romana forse appartenuta all’imperatore Tiberio, il Foro e l’anfiteatro, con cavea e parte del proscenio, del 1° secolo d.C. Vi sono anche i resti di una cisterna del VII secolo a.C., le cui acque confluiscono da un cunicolo che penetra nelle viscere della collina e, sulla vetta di essa, le rovine degli antichi templi dedicati a Giove e ai Dioscuri, ora sovrastati da una croce gigantesca; mentre più in basso vi sono, coperte da una folta vegetazione, le rovine di un anfiteatro del II secolo d.C. L’itinerario un po’ speciale finisce qui, sulla collina del Tuscolo, davanti al panorama che improvvisamente appare agli occhi del visitatore, magari al tramonto: l’intera Valle Latina verso il Monte Cavo, con tutti i suoi colori e le sue dolcezze.

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