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Friuli Venezia Giulia

Gorizia

Castello Miramare Trieste

Udine

Trieste

Pordenone

Aquileia

Castello di Gorizia

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Speciale per Statuto, unica per patrimonio genetico, centrale per la sua posizione geopolitica, la Regione Friuli Venezia Giulia è un territorio da scegliere e scoprire, che accoglie i turisti con la ricchezza e la particolarità della sua cultura e della sua gente.

Qui, dove l’Adriatico s’insinua verso il centro dell’Europa nel suo punto più settentrionale, si incrociano il sistema orografico alpino e quello balcanico, si incontrano la cultura italiana, slava e germanica, si intrecciano paesaggi mutevoli, convivono nel segno della tolleranza razze con tradizioni, culture, lingue e confessioni diverse.

Con l’allargamento dell’UE ai Paesi dell’Europa Centrale, il Friuli Venezia Giulia ha ritrovato la sua antica centralità europea e si pone quale riferimento originale di un turismo moderno, che richiama visitatori in cerca di sensazioni nuove, dei nuovi lussi del XXI secolo, ovvero natura, tranquillità, privacy, sicurezza, cultura, enogastronomia eccellente, ritmi a misura d’uomo.

Il tutto integrato in un’offerta nuova, ricca, affascinante. Dalla dolce pianura ai colli della vite da cui provengono vini fra i migliori al mondo, dalle spiagge dorate alle montagne fitte di boschi, dalle lagune alle asprezze dell’altopiano del Carso, ovunque il Friuli Venezia Giulia e la sua gente conquistano l’ospite con uno stile unico, ricco di antiche tradizioni e aperto con fantasia al futuro.

Centoquaranta chilometri di coste diversificate tra le spiagge di Lignano Sabbiadoro e Grado (l’Isola del Sole), le lagune e la roccia sul mare del Golfo di Trieste; le verdi vallate e i monti della Carnia, del Tarvisiano, di Piancavallo, che d’inverno fanno da corona a lunghe piste dove si scia in tutta tranquillità e sicurezza, senza code agli impianti; l’antica Aquileia (denominata Seconda Roma) per i suoi spettacolari resti archeologici dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco; l’asburgica Trieste con il Castello di Miramare; Villa Manin, spettacolare dimora degli ultimi Dogi di Venezia, ora prestigiosa sede espositiva d’arte contemporanea internazionale; gli armoniosi centri storici di Udine, Gorizia, Pordenone, regno dello shopping Made in Italy e del buon vivere; la campagna, rilassante meta per vacanze all’insegna della natura, della vita attiva, della buona tavola; le aree naturalistiche incontaminate e le gemme d’arte e storia incastonate in tutto il territorio; gli spettacoli e le iniziative sportive di livello internazionale; la gastronomia, straordinario crocevia di sapori, sublimata dall’abbinamento con gli eccellenti vini DOC regionali.

Tutto questo è il Friuli Venezia Giulia, terra unica come unica è la sua gente!

La storia
Una realtà composita ed eterogenea il Friuli Venezia Giulia, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche storico e culturale, come indica il nome stesso: “Friuli” deriva infatti da Forum Iulii (l’antica Cividale) e significa “città della Famiglia Giulia; “Venezia Giulia” unisce, invece, il nome della famiglia Giulia a quello degli antichi abitanti di quest’area all’estremo lembo orientale dell’Italia: i veneti appunto. Per secoli è stato crocevia e terra di conquista per il passaggio di numerosi popoli che tanto hanno preso e altrettanto lasciato. Ricordiamo brevemente i fatti storici di rilievo: III° secolo a.C. – Inizia la conquista dei romani, che nel 181 a.C. fondano Aquileia, capitale, sotto l’Impero di Augusto, della X Regio Venezia et Histria. Roma contribuisce allo sviluppo dell’intera area con la costruzione di strade, nuove città militari e centri importanti per il commercio, ai piedi della catena alpina: Cividale (Forum Iulii), Trieste (Tergeste), Zuglio (Iulium Carnicum), Trigesimo, oltre a Concordia (attualmente fuori regione) sulle terre tra Livenza e Tagliamento. Al declino dell’Impero contribuirono le molte e devastanti invasioni: visigoti, ostrogoti, unni. 568 d. C. – Giungono i longobardi e rimangono 208 anni, dando un’impronta indelebile al quadro economico e sociale della regione e dell’intera penisola italiana, grazie alla loro abilità politica, commerciale e artigianale. Cividale fu il loro primo ducato in Italia. 803 – Carlo Magno, re dei franchi, crea la marca del Friuli e dell’Istria nell’ambito del Sacro Romano Impero e pone fine al potere politico dei longobardi in Italia. 933 – Con il trattato di Rialto Venezia conquista tutti i diritti marittimi sulle coste istriane, mentre i patriarchi di Aquileia, diventando di anno in anno più forti, contrastano il dominio di Venezia e dei feudatari di nomina imperiale. 1077 – Il patriarca di Aquileia ottiene dall’Imperatore Enrico IV il titolo di Conte del Friuli con prerogative ducali e poteri quasi da sovrano, ma non ha vita facile, dovendo combattere con realtà feudali riottose, con l’asburgica Pordenone e i centri soggetti ai conti di Gorizia. XIII secolo – In questo periodo nasce il Parlamento della Patria del Friuli, composto da ecclesiastici, “castellani” e comunità, con sede ad Aquileia, poi a Cividale e infine a Udine, dove dall’inizio del trecento viene trasferita la “capitale” del Patriarcato. 1382 – Trieste passa agli Asburgo d’Austria dopo un periodo di guerre, brevi pacificazioni e riaccese ostilità tra il Patriarca e i Veneziani. 1420 – La Repubblica di Venezia conquista il Friuli e pone fine al governo del Patriarcato. Venezia e gli Asburgo vengono coinvolti fino alla fine del diciottesimo secolo in una lunga e tragica vicenda di antagonismi e di guerre. 1719 – Carlo VI concede a Trieste il “porto franco” che favorisce fortemente lo sviluppo della città. 1797 – L’arrivo delle armate francesi di Napoleone Bonaparte determina la fine del dominio veneziano in Friuli che, dopo il trattato di Campoformido, conosce dapprima la dominazione austriaca poi, nel 1805, quella “francese” del Regno Italico (nel 1809 per Trieste e Gorizia), per poi ritornare dal 1813 sotto l’Austria. 866 – Il Friuli viene unito al Regno d’Italia con la terza guerra d’indipendenza. Dopo la prima guerra mondiale, combattuta per lo più in queste zone (Alpi Carniche, Giulie, e lungo l’Isonzo) anche Gorizia e Trieste vengono annesse all’Italia nel ‘18. Numerose le perdite territoriali dopo il secondo conflitto mondiale. 31 gennaio 1963 N° 1 – Approvazione dello Statuto Speciale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed elezione nel 1964 del primo consiglio regionale. 1976 – Il terribile terremoto provoca un migliaio di morti e vaste distruzioni, ma la grande operosità e forza di volontà della gente portano, nel giro di pochi anni, a una grandiosa ricostruzione delle aree disastrate e a una rinascita economica della regione.

Una vicenda storica che testimonia il quadro “peculiare” del Friuli Venezia Giulia: differenze culturali, etniche, linguistiche, che ancora oggi rappresentano anime diverse, unite però dalla profondità e dall’unicità del rapporto istituito tra uomini e luoghi.

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