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Enogastronomia Lombarda

Violino di Capra

Il Violino di Capra è un salume artigianale tipico di Bormio e della Valchiavenna che trova comunque le sue origini in Val San Giacomo; si ottiene dalla coscia e dalla spalla della capra e deriva il proprio nome dalla sua particolare forma che richiama quella di un violino.

La tradizione vuole che, per affettarlo, lo si appoggi sulla spalla e si preparino le fette con l’aiuto di un coltello, tenendolo come lo si farebbe con il violino e simulando il movimento dei violinisti mentre suonano tale strumento musicale.

E’ un prodotto che si presta a molte consumazioni perchè facilmente apprezzabile in ogni occasione, specialmente nelle festività magari accompagnato da un vino locale oppure da pane di segale; il Violino di capra si ottiene da animali allevati prevalentemente nella provincia di Sondio allo stato semibrado adoperando tecniche tradizionali: il nutrimento consiste in piante selvatiche ed erbe insieme con crusca. Read more

Brutti e buoni

Brutti e Buoni (talvolta Brutti ma buoni) sono dei dolcetti originari della città di Gavirate dove nacquero nel 1878 dall’intuizione di Costantino Veniani, sono parte integrante della storia di Gavirate.
I “brutti e buoni” sono a base di albume, mandorle dolci, nocciole, zucchero e vanillina.

Formaggella del Luinese

La formaggella del luinese è un formaggio a pasta molle prodotto utilizzando esclusivamente latte intero e crudo di capra; la fase di stagionatura, che avviene in celle ad umidità controllata o in cantine ad umidità naturale, dura almeno 20 giorni.

Franciacorta DOCG

Franciacorta è il vino piu’ noto della zona, gia’ noto nel XVII secolo.  La spumantizzazione avviene con fermentazione lenta in bottiglia, per 25 mesi dalla vendemmia.  Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli o dorati.  Perlage fine. Profumo delicatamente fruttato. Sapore sapido, fresco aromatico. Minimo 11,5°.

Pizzoccheri (Valtellina)

Quando si parla della cucina valtellinese, subito si pensa ai pizzoccheri! La ricetta di questo tipo di pasta tanto particolare, viene tramandata da generazioni. Per l’esattezza i pizzoccheri nascono a Teglio nel cuore della Valtellina, antico borgo dal quale prese poi il nome l’intera vallata. La caratteristica dei pizzoccheri è data dall’utilizzo di farina nera di grano saraceno e di farina bianca. La pasta ricavata, di colore scuro, viene lavorata fino ad ottenere delle tagliatelle. Per chi si reca in Valtellina è d’obbligo una tappa nei ristoranti, nelle osterie e nelle trattorie dove i pizzoccheri sono ancora preparati a mano, così come vuole la tradizione. vigilare sull’originalità della ricetta e a promuovere studi e approfondimenti su questo piatto e sul grano saraceno è l’Accademia del Pizzocchero.