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Enogastronomia Ligure

Pane di Triora

A Triora, in provincia di Imperia, è tipico un pane fatto di grano saraceno e grano tenero, un prodotto molto apprezzato.
Triora, in passato era nota come il granaio della Repubblica di Genova e aveva un unico forno comunale in Vico del Forno; il pane veniva cotto per ogni famiglia, una volta alla settimana, nel forno comune. Oggi il pane di Triora viene prodotto da un unico panificio, che lo produce in modo artigianale, per tutta la Liguria del Ponente e del basso Piemonte.

Pigato

Il Pigato è un biotipo del Vermentino, e il suo nome deriva dalla trasposizione dialettale “pigau”, che significa macchiettato, ma alcuni lo farebbero derivare addirittura dal latino “picatum”, il vino aromatizzato con pece del tempo dei Romani.

Camogliesi

I Camogliesi sono un prodotto relativamente recente in quanto risalgono ai primi anni ’70.I primi a diffondersi furono i camogliesi al rhum, ai quali in seguito si aggiunsero quelli al caffè, all’amaretto, alla mandorla, all’arancia, alla nocciola e recentemente al gianduia. Si tratta di un vero e proprio prodotto di qualità, di difficile imitazione in quanto non ne è stata diffusa la ricetta. I camogliesi sono un prodotto di facile conservazione, pur essendo preparato con un metodo artigianale, con l’utilizzo di prodotti di alta qualità e senza l’uso di alcun conservante. I Camogliesi si suddividono in 2 specie: quelli alla crema (Rhum, Caffè, Amaretto, Gianduia) e quelli mandorlati (Mandorla, Nocciola, Arancia, Amaretto). I primi sono costituiti da un guscio di un impasto speciale, contenente una crema di lunga durata, aromatizzata ai vari gusti alcolici (Rhum, Caffè ed Amaretto) e non alcolici (Gianduia). Read more

Oliva taggiasca

L’area di produzione della taggiasca ricade nel bio-sistema mediterraneo. Geograficamente va dalla valle di Albenga (SV) fino a Monaco, spingendosi nell’entroterra fino ad una quota di circa 700 metri.
Nelle zone marginali la taggiasca è spesso mescolata con altre coltivazioni, mentre in tutta la provincia di Imperia diviene di fatto una monocoltura. Non vi è un Comune in cui vi sia una prevalenza di coltivazione olivicola, ma alcune aree, grazie al microclima ed alle caratteristiche geomorfologiche, permettono una produzione di qualità superiore a quella media, peraltro già elevata. L’olivo di varietà taggiasca un albero assai vigoroso, diffuso principalmente nella Liguria di Ponente, con particolare rilevanza nella provincia di Imperia, dove di fatto diventa l’unica coltivazione. Il tronco si presenta solitamente molto contorto, spesso con sviluppo inclinato, e difficilmente si possono trovare due alberi simili. Questo fa sì che venga spesso impiegato anche come essenza ornamentale. Read more

Pesto genovese

Nel 1800, codificando la cucina genovese si nomina il pesto come battuto al sapore dell’aglio e così ne definiscono la composizione: uno spicchio d’aglio, basilico, formaggio sardo e parmigiano, grattugiati e mescolati insieme, olio d’oliva extravergine.
Il basilico è presente in tutto il bacino del Mediterraneo nella sua gamma di varietà , ma ha trovato il suo habitat ideale – per ragioni di clima e di terreno – a Genova, e più precisamente a Ponente, nella zona di Pra e Pegli. Il nome Pesto deriva essenzialmente dall’antico metodo di preparazione di questa salsa, cioè attraverso la pestatura nel famoso mortaio rigorosamente di marmo con l’utilizzo del pestello, quest’ultimo di legno. Questo efficace metodo consente infatti alle foglie di sprigionare tutto il loro sapore. Il vecchio pestello di legno schiaccia le foglie sfibrandole, grazie al movimento rotatorio impresso dal polso di chi batte. Così stracciato il basilico cede tutto il suo sapore. Read more