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Venosa

Venosa - L'incompiuta

Venosa fu fondata probabilmente dai Pelasgi, il popolo preellenico rappresentante della civiltà micenea. l primi contatti più o meno diretti fra Venusia e i Romani risalgono alla guerra fra Roma e i Sanniti. Nel 291 a. C. Venosa divenne colonia romana.

Un contributo notevole alla storia dello sviluppo di Venosa fu dato, nel 190 a. C. dall’apertura della Via Appia, con la quale Venosa ebbe modo di raggiungere, un periodo di floridezza, non solo politica e militare, ma anche economica e commerciale. Nell’89 a. C. fu concesso a Venosa il privilegio di essere “Municipium”, che procurò ai cittadini il diritto di cittadinanza romana e il diritto di voto attivo e passivo. La città vantava templi, anfiteatro, teatro, terme, monumenti; tutti, insomma, gli attributi d’un cospicuo ed evoluto “Municipium” romano.

Fu proprio in questo periodo, nel 65 a. C., che Venosa dette i natali al letterato Quinto Orazio Flacco, che, fino all’età di undici anni, crebbe in Venosa e che, per continuare gli studi, rinunciando il padre al posto di esattore delle imposte, si trasferì a Roma.

Nel 568 vi fu l’arrivo dei Longobardi che resero Venosa la loro principale fortezza nella zona. Vi furono a Venosa anche i Saraceni, che, dopo averla saccheggiata, la eressero a loro capitale.

Ma importanza fondamentale ebbe per Venosa l’arrivo dei Normanni nell’XI secolo, grazie ai quali Venosa tornò a fiorire. A capo dei Normanni, c’erano tre fratelli: Guglielmo, Drogone e Umfredo, figli di Tancredi d’AItavilla (e tutti e tre furono in seguito sepolti, assieme a Roberto il Guiscardo e la moglie Aberada, nella chiesa della SS. Trinità, allora una delle più grandi abbazie del sud). Ai Normanni successero gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e infine i Borboni.

Dal 4 aprile 1967, per decreto del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, Venosa si fregia del titolo di Città.

Venosa - CastelloIl Castello fu costruito per il contrasto sorto fra Giovanni Antonio Orsini e Pirro del Balzo. Furono appunto i tentativi di Giovanni Antonio Orsini che spinsero Pirro del Balzo, intorno al 1470, ad edificare il castello là dove sorgeva l’antica cattedrale. Incerta è la fine di Pirro del Balzo che, secondo alcuni, dopo la congiura dei Baroni, fu strangolato nel castello che lui stesso aveva fatto edificare.

L’aspetto originario del castello era ben diverso da quello attuale. Nato con funzione difensiva, nel corso del XVI e XVII secolo si trasformò da fortezza in residenza signorile. Grande prestigio ha dato al castello e alla stessa città di Venosa l’adibizione a Museo Nazionale Archeologico della galleria seminterrata (più precisamente la sistemazione del lapidarium, di una raccolta di epigrafi latine ed ebraiche e di altro materiale archeologico della zona).

Da segnalare inoltre il Parco Archeologico che si trova alla periferia della città, fuori dal centro storico. Ne fanno parte: le terme, le domus, la SS. Trinità e l’anfiteatro.

Di fondamentale importanza storica e turistica è la SS. Trinità, sicuramente il complesso storico e monumentale più importante dell’intera Basilicata. La SS. Trinità è composta dalla Chiesa antica, il Palazzo abbaziale, l’”incompiuta” ed il Battistero Paleocristiano.

La Chiesa Antica: sorge sui resti di una domus romana e, nel corso degli anni, ha subito una serie di trasformazioni (in età Paleocristiana e Medievale). Risale all’età moderna (1930) il rifacimento del pavimento di marmo bianco dell’attuale “Chiesa antica” voluta dai Normanni nel 1042 e consacrata solo nel 1059 dal Papa Niccolo II. Sono qui conservate le tombe degli Altavilla.

Palazzo Abbaziale: posto sulla destra della facciata della chiesa antica, risale al 942. E’ costituito dalla Foresteria, al piano terra, e dal Monastero, nella parte superiore.

L’incompiuta: è la chiesa incompiuta posta sullo stesso asse della chiesa antica. Fu costruita nell’arco di tempo che va dall’età di Roberto il Guiscardo a quella di Ruggiero II o di Guglielmo d’Altavilla. Sono stati ritrovati e adoperati frammenti romani ed ebraici. La sua pianta è a croce latina. Al XVI sec. risale il campanile a vela.

Il Battistero Paleocristiano: La data della sua edificazione è incerta; tuttavia si sa che risale al V sec. d. C. E’ caratterizzato da un muro semicircolare, all’interno del quale vi è un secondo muro, trilobo, con tre archi che sembrano foglie di un trifoglio. Al centro di questo vi è una prima vasca battesimale esagonale, di rito cristiano. A circa cinque metri da questa, vi è una seconda vasca, a croce latina, probabilmente di rito ariano.

Infine da visitare è la cosidetta casa di Orazio. E’ la casa in cui sarebbe nato Quinto Orazio Flacco e che (secondo un’antica tradizione venosina) il poeta ricordava come la “domus” che dava sull’immensa vallata del Reale. Recenti scavi hanno dimostrato essere parti di terme di una casa patrizia composta dal “calidarium”, cioè da una stanza rotonda per i bagni d’acqua calda, e da un altro vano rettangolare. La facciata si presenta in “opus reticulatum”. A sinistra dell’ingresso vi è un avanzo di scultura incastrato nel muro. La finestrella che si affaccia sul vicolo ha la forma di un ferro di cavallo. Infine, sotto la strada del vicolo fu scoperto un mosaico con soggetti marini,oggi coperto da una botola.

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