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Bernalda - Metaponto

Metaponto

L’antica Metaponto nacque nel sito che oggi e posto all’incrocio fra le strade statali 175 e 106, compreso tra le foci del Bradano e del Basento, dove gia si erano stanziati gli Enotri alia fine del II millennio a.C. e dove i Micenei erano giunti ad allacciare rapporti commerciali. Pare che nell’VIII secolo a.C. i Greci si stanziassero sulla collina delle Tavole Palatine: la città invece sorse un poco più a sud nel VII-VI secolo a.C.

Spesso alleata con Sibari e Crotone, Metaponto fu notevole emporio commerciale, specie per l’esportazione del grano, tanto che una spiga campeggiava sulle sue monete. Nel VI secolo a.C. ospitò Pitagora, che nel 532 a.C. vi trasferi da Crotone la sua Scuola filosofica, poi rimasta attiva per circa due secoli. La città, occupata da Pirro e alleata di Annibale contro Roma, saccheggiata dagli schiavi di Spartaco in rivolta, oppressa da lotte interne, non pote riaversi dalle tante sconfitte e cominciò a indebolirsi sempre
piu rapidamente. La popolazione diminuì e già ai tempi di Cicerone (I secolo a.C.) alcuni monumenti erano in rovina; in epoca imperiale il fenomeno del latifondo le diede il colpo di grazia. La zona, diventata malsana, fu quasi abbandonata, al punto che anche il toponimo andò perso, mentre gli edifici venivano utilizzati come cave di materiali da costruzione.

Dal 1167 Metaponto prese a chiamarsi Torre di Mare, ridotta a un piccolissimo borgo. I viaggiatori eruditi del Settecento riscoprirono gli affascinanti resti sepolti fra le paludi e nel secolo successivo cominciarono i primi scavi archeologici. Negli anni Cinquanta del Novecento, dopo i grandi lavori di bonifica, si sviluppò l’attuale centro di Metaponto, nel comune di Bernalda.

La visita comincia dalla campagna circostante il nucleo archeologico: si tratta della cosiddetta Chora, che era stata appoderata e affidata ai coloni. Vi sono stati effettuati molti ritrovamenti di tombe, empori, insediamenti neolitici. Su una collina, nel sito già di un villaggio neolitico, emergono le Tavole Palatine, nome con cui tradizionalmente si indica il tempio extraurbano di Hera, del VI secolo a.C., in stile dorico.
Della costruzione originaria, che aveva 12 colonne sul lato lungo e 6 su quello breve, rimangono in tutto 15 colonne, restaurate nel 1961, dette anche Mensole o Colonne Palatine. Resti di un altro tempio sono stati trovati presso il casale di San Biagio. Vicino alle Tavole Palatine sorge un edificio, che ha ospitato fino a poco tempo fa l’Antiquarium, nel quale era no stati radunati i reperti degli scavi. Oggi il ricco patrimonio di materiali archeologici e esposto al pubblico nel Museo Nazionale del Metaponto.

Si procede ora verso nord sulla SS 175: a sinistra si trovano due tombe a camera del V secolo a.C.; poco piu avanti il Parco Archeologico, nel sito dell’antica Metapontion, concentra quanto si è salvato dalle molte spoliazioni del passato e rivela un centro abitato con una planimetria regolare, formata da isolati allungati, con una plateia, cioe l’asse viario principale, e strade perpendicolari secondarie. Un canale collegava la città al mare. Nell’area sacra vi sono quattro templi: del tempio C, risalente al 580 a.C., sono rimasti solo qualche blocco e frammenti di rivestimento; il tempio B, dedicato forse a Hera, e il tempio D, forse di Atena, si intravedono appena nei loro perimetri; al centro il santuario di Apollo Licio, del VI a.C., in stile dorico, e stato ricostruito nel suo fronte orientale (aveva 8 colonne sul fronte, e 17 sui lati; sono stati rinvenuti anche frammenti in terracotta policroma del rivestimento dei tetti). Verso l’Agorà, a est, si distingue l’emiciclo del teatro, probabilmente del VI secolo a.C. e rinnovato nella seconda metà del IV secolo a.C.: successivamente si è realizzata una parziale ricostruzione del muro di contenimento esterno.

Del quartiere dei vasai si conservano due fornaci, mentre presso Faccesso al Parco si distingue invece il castrum romano, costruito con materiali di recupero, forse per ospitare la guarnigione. Di epoca più tarda, paleocristiana, sono i resti di una chiesa con battistero. II nome di Torre di Mare, che Metaponto ebbe dopo il periodo classico e che è testimoniato dal 1222 fino al XIX secolo, e rimasto alla zona della stazione ferroviaria, dov’era l’antico porto e dove si trova il Castello normanno, risalente al 1060. Di un periodo appena successivo è la vicina chiesa della Trinità. Presso lo svincolo della SS 106 si trova la necropoli di Crucinia. La zona verso il mare è stata rimboscata con le pinete che costituiscono le Riserve naturali di Metaponto e Marinella Stornara.
Verso il mare sono anche ubicati i vari alberghi della città.

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