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Tagliacozzo

Piazza Tagliacozzo

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L’evento più famoso nella storia di Tagliacozzo è quello della battaglia del 1268 tra Carlo d’Angiò e il giovane Corradino di Svevia, combattutasi esattamente a Scurcola ma passata alla storia come la battaglia di Tagliacozzo.

Lo stesso Dante con questi versi ricorda l’episodio nella sua Commedia:….. e là da Taglia-cozzo, / dove sanz’arme vinse il vecchio Alardo (Inferno, C. XXVIII, 17-18).Tagliacozzo

Memorie di un passato medioevale e rinascimentale rivivono nella bella e suggestiva piazza dell’Obelisco, così denominata dalla Fontana dell’obelisco che ne segna il centro, tutt’intorno al suo perimetro, oltre alla Chiesetta di S. Giovanni Battista, è un susseguirsi di palazzetti quattro-cinquecenteschi dalle eleganti bifore ed ariose logge.
Ma il monumento più significativo e prestigioso della cittadina è senza dubbio il Palazzo Ducale, iniziato per volere degli Orsini nel ‘300 ed ultimato nel secolo successivo in forme rinascimentali.
La bella facciata è caratterizzata da bifore e finestre centinate, mentre sul fianco sinistro si apre il portale rinascimentale di accesso al cortile e su quello destro il bel motivo della loggia.
Nella parte posteriore è un elegante e panoramico balcone, all’interno la loggia del primo piano dal ricchissimo soffitto a cassettoni policromo ha affreschi quattrocenteschi pregevoli, sebbene in parte guasti. Anche la cappellina adiacente ha soffitto a cassettoni e affreschi.
Queste pitture sono da attribuire a Lorenzo da Viterbo o ad un suo allievo.

La costruzione e, soprattutto, la decorazione del palazzo, chiamò a Tagliacozzo una folta schiera di artisti che favorì la nascita di una scuola d’arte da cui uscirono valenti intagliatori, decoratori ed orafi come Ascanio Mari, allievo di Benvenuto Cellini.
Tra le chiese meritano una visita S. Francesco, chiesa francescana del ‘300 con portale e rosone quattrocenteschi. All’interno si conservano le spoglie del B. Tommaso da Celano e, tra le opere, l’originalissimo messale membranaceo miniato del XIII sec..

Quattrocentesca è la facciata della Chiesa dei SS. Cosmo e Damiano con portale rinascimentale e torre campanaria del 1534. L’interno ad una navata ha sull’altare maggiore uno stupendo tabernacolo ligneo dorato del XVII sec.

Infine, percorrendo una stretta stradina che conduce alla parte alta dell’abitato, si può raggiungere la Chiesetta di S. Maria del Soccorso testimoniata già nel 1114 ed ampliata poi nel ‘400 (portale ogivale) e nel ‘500 (portico a tre arcate sul quale poggia il campanile). La parte più antica della chiesa, la sagrestia, conserva resti di affreschi. Intorno, oltre alle Cappellette del Calvario e i ruderi dì un Castello, si può godere di uno splendido panorama sulla piana di Tagliacozzo che guarda all’orizzonte il gruppo del Velino.

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