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Massa D'Albe

Chiesa Massa D’Albe

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Più che per le poche rovine medioevali sopravvissute al terremoto del 1915 (Castello Orsini, la bella facciata della chiesa di S. Nicola col suo ricco tesoro oggi custodito al museo di palazzo Venezia a Roma), Massa D’Albe è nota per il sito archeologico di Alba Fucens i cui scavi hanno avuto inizio nel 1949 per iniziativa dello studioso belga Fernard De Vìsscher.

L’antica città di Massa D’Albe, posta su di un colle dalle tre cime (S. Pietro, S. Nicola, Pettorina), era cinta da possenti mura a cortina continua (III/II sec. a.C.) lungo le quali si aprivano quattro Porte scee, ed era attraversata dalla via Valerio (ancora oggi un cippo miliario indica la distanza da Roma) parallela alla via dei Pilastri, così denominata dai pilastri che reggevano un portico entro il quale erano locali adibiti a botteghe; nella seconda bottega è ancora riconoscìbile un Thermopolium con relativa vasca, qui è stata anche ritrovata una Venere oggi al museo di Chieti.Massa D'Albe

Tra queste due strade vi era il foro con un porticato alle spalle del quale sorgeva la Basilica (epoca sillana), seguita dal Macellum con varie botteghe e, forse, con copertura a cupola.
Seguivano le Terme, con bel mosaico d’ingresso ancora visibile, così come gli ambienti del Tepidarium, Calidarium e Frigidarium che conservano la canalizzazione delle acque che, unitamente alle acque reflue, erano di servizio anche alla Lavanderia.
Le Terme si concludevano nella Piazza dell’Ercole dall’imponente quadriportico attraverso il quale, sulla sinistra, si raggiungeva il Teatro con la cavea ricavata dal declivio della collina, e a destra l’Aula di Ercole, nei pressi della quale si rinvenne la gigantesca statua di Èrcole, oggi al museo archeologico di Chieti.
Infine verso sud è l’Anfiteatro, anch’esso sfruttava il declivio della collina e misurava 96 per 79 m, oggi si riconoscono ancora i parapetti a protezione delle belve lungo il perimetro dell’arena.

I nuovi scavi hanno posto in luce alcune abitazioni signorili, una delle quali conserva un bell’affresco nel quale spicca la raffigurazione di un felino.
In cima alla collina di S. Pietro di Massa D’Albe sorge la Chiesa benedettina di S. Pietro del XII sec., tra le più belle d’Abruzzo, restaurata dopo il devastante terremoto del 1915.
La chiesa sorse utilizzando i resti di un tempio etrusco-italico di Apollo del III sec. a.C., perfettamente rintracciabile nella cripta.
La facciata è caratterizzata dalla torre campanaria, ridotta poi in altezza, sulla quale si apre un portale centrale del 1526 e due laterali impostati su rocchi di colonne romane.
Tramite poi un secondo portale romanico, i cui battenti originari sono custoditi nel museo dell’Aquila, si accede all’interno della chiesa divisa in tre navate da colonne di ordine corinzio provenienti da un edificio civile dell’antica Alba Fucens. Spicca il bellissimo ambone di stile cosmatesco (XIII sec.) di fronte al quale è il cero pasquale con rocchi di colonne romane e capitello duecentesco.

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