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Corfinio

Particolare dell’antica Corfinio

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L’odierna Corfinio, pur se d’impianto medioevale, sorge sul sito dell’antica Corfinium dei Peligni, designata capitale degli Italici ribelli a Roma per la sua posizione strategica e perché attraversata da un’importante strada di collegamento tra la Sabina e il Sannio che fece la sua fortuna economica e politica.

In questo periodo battè moneta col nome, fino ad allora mai usato, “ITALIA” ma, poco più tardi, nel 49 a.C., si arrese ai Romani.
Di questo giorioso e lontano passato rimangono: i Morroni (mausolei a torre lungo la via Valerio su uno dei quali, in occasione del bimillenario di Ovidio, è stata posta una lapide con la storia della città) e un grande recinto reticolato presso S. Pelino.Corfinio
Vicinissima ai Morroni, sempre sulla via Valerio, si erge la bellissima Basilica Valvese detta anche di S. Pelino, tra i più importanti e significativi monumenti medioevali abruzzesi.
La chiesa ha origini antichissime e fu costruita nel luogo dove era stato sepolto S. Pelino, martirizzato a Corfinium nella seconda metà del IV sec.
L’attuale impianto romanico di Corfinio risale al XII sec. ma ha subito molti restauri successivamente, si ricordi quello del 1235 eseguito da un tal maestro Giustino da Chieti che volle lasciare il suo nome e la data dei lavori incisa su una lapide sulla prima arcata di sinistra.
Più ancora che la facciata, con pilastri che fanno pensare ad un portico mai costruito, meritano di essere ammirate le stupende e decoratìssime absidi, di grande effetto il motivo della loggia cieca impostata su colonnine con tori e leoni stilofori, e dell’annesso oratorio di S.Alessandro, costruito col riutilizzo di materiali di età classica.
All’estremità dell’oratorio si trova la torre, edificata sulle rovine di un mausoleo della Corfìnio romana. Altri reperti romani si possono ammirare sia dietro la basilica, dove è visibile un ampio recinto rettangolare appartenente ad una villa rustica, sia nel giardino sulla destra del piazzale.
L’interno della chiesa è a pianta basilicale a tre navate con arcate ogivali, nel ‘600 ebbe veste barocca (si conservano in un apposito locale gli arredi barocchi un tempo nella chiesa; le statue e il coro ligneo intagliato di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo. Oggi imponenti restauri le hanno restituito, per quanto possibile, le forme romaniche originarie. Addossato al 5° pilastro è lo stupendo ambone (XII sec.) che si ricollega per gusto e ricchezza di fattura a quello di S. Clemente a Casauria; notevoli anche un affresco quattrocentesco e gli affreschi trecenteschi dell’oratorio di S. Alessandro, al quale si può accedere anche da un ingresso posto nella navata destra della basilica.

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