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Rocca Roveresca

La Rocca può essere definita uno straordinario libro di storia: infatti è il risultato della sovrapposizione di strutture difensive succedutesi nei secoli, fin dalle origini della città, in un sito di determinante importanza strategica. All’interno si individuano: i tufi della fondazione romana, in grande evidenza nella parete del cortile, a sinistra di chi entra; di fronte all’ingresso, invece, i resti di una millenaria torre quadrangolare in blocchi calcarei, inglobata, nel 1350, nella Rocchetta di Egidio di Albornotz, a ridosso della quale sorse poi, a metà del `400, la Rocca di Sigismondo Pandolfo Malatesti.
L’intervento determinante e conclusivo, infine, fu affidato nel 1478 da Giovanni Della Rovere a Baccio Pontelli ed a Luciano Laurana, autori del Palazzo Ducale di Urbino. La signoria roveresca ha avuto avvio a Senigallia nel 1474, quando Sisto IV concesse la città a suo nipote Giovanni (1457-1501), concordandone nel contempo le nozze con Giovanna, figlia di Federico da Monte-feltro, Duca di Urbino, secondo una accorta, lungimirante, strategia politica. Francesco (1490-1538), figlio di Giovanni, nel 1508 ereditò anche il Ducato di Urbino e nel 1513 ottenne in vicariato la città di Pesaro da Giulio II, suo zio paterno. Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II, si estinse la casata dei Della Rovere e quindi il Ducato rientrò sotto il diretto governo della Chiesa. La Rocca, che con i Della Rovere era stata anche sede di un famosa Scuola di artiglieria, ed aveva sostenuto l’assedio del Valentino, divenne allora carcere, poi ospedale, quindi orfanotrofio. Oggi ospita mostre d’arte e prestigiose manifestazioni culturali.