Italyzone su FacebookItalyzone su YouTubeItalyzone su TwitterItalyzone su InstagramRSS Italyzone
Ti trovi qui: Italyzone»Monumenti e Musei di Brindisi»Museo Archeologico Provinciale Francesco Ribezzo

Museo Archeologico Provinciale Francesco Ribezzo

Nel centro storico di Brindisi al n. 7 di piazza Duomo, attiguo all’antico porticato dell’Ospedale dei Cavalieri Gerolosolimitani è il Museo archeologico Provinciale intitolato a Francesco Ribezzo, studioso della civiltà messapica.
Al visitatore vengono proposti cin­que percorsi: 1. La sezione epigrafica, 2. La sezione statuaria, 3. La sezione antiquaria, 4. La sezione preistorica, 5. La sezione subacquea: “I bronzi di Punta del Serrone”.
La sezione epigrafica comprende in prevalenza lastre, stele, edicole di carattere funerario, provenienti in massima parte dalle aree necropolari della città di Brindisi, ubicate lungo il percorso della via Appia e Appia-Traiana.
Interessanti, anche, alcune iscrizioni di carattere onorario ed altre che ri­cordano opere pubbliche, quale, per esempio, il miliario di Massenzio che testimonia i lavori fatti eseguire dall’imperatore nell’ultimo tratto della via Appia Traiana.
Redatte in lingua latina le iscrizioni rappresentano un documen­to fondamentale per la conoscenza del tessuto socio economico del Mu­nicipio brindisino dal I secolo a. C. al III – IV secolo d. C.
Un posto di notevole rilievo assume la collezione statuaria raffigurante togati e loricati, ma anche personaggi femminili che attestano lo sviluppo della plastica figurativa dal I sec. a. C. al II sec. d. C. Si tratta in genere di opere decorative fune­rarie e di statue ritratto, a volte copie di originali famosi.
Alla scultura onoraria rimanda una statua femminile di proporzioni im­ponenti raffigurante presumibilmente Roma Virtus.
Della sezione antiquaria fanno parte le collezioni storiche: Civica, De Leo, Marzano, Gorga.
Le preziose suppellettili compren­dono alcuni vasi di importazione gre­ca: corinzi e attici ma soprattutto vasellame di produzio­ne locale: trozzelle, vasi apuli a figure rosse, vasi dello stile di Egnazia, databili fra il VII e il III sec. a. C.
Di grande attrazione una serie di vasi in vetro: piccoli balsamari e urne cinerarie databili fra il II – III sec. d. C., ma anche alcune statuette in bronzo di produzione italica, data­bili fra il III e il II sec. a. C.
Altrettanto interessante la Colle­zione numismatica comprendente monete di età classica, medioevale e moderna. Interessanti le monete bronzee con iscrizione BRUN, attribuibili alla zecca di Brundisium, coniate fra il III e il II sec. a. C. allorché Brindisi divenne colonia latina. La moneta reca sul diritto la testa di Poseidone, evidente richiamo alle attività mari­nare, e sul rovescio il giovane sul delfino che regge in mano ora una Vittoria e una cetra, ora un grappolo d’uva, elemento quest’ultimo che riporta alla coltivazione della vite in terra di Brindisi.
Chiude la sezione antiquaria la ricca documentazione ceroplastica votiva facente parte della Collezione Gorga. La Collezione comprende: matrici, statuette femminili e maschili, pi­nakes, antefisse e dischi votivi che si collegano a manifesta­zioni cultuali o funerarie, attribuibili fra il VI e il II sec. a. C.
La sezione dedicata alla preistoria raccoglie i risultati di varie campagne di scavo effettuate nella provincia di Brindisi.
I reperti esposti, distribuiti a propor­re aspetti diversi della vita e delle attività del territorio brindisino, sono facilitati nella lettura, dal riferimento al contesto storico – topografico ri­portato su pannelli che accolgono notizie relative ai vari ritrovamenti avvenuti in provincia di Brindisi, accostati a riproduzioni fotografiche e grafiche.
Ricca di emozioni è la sezione de­dicata allo scavo subacqueo di Punta del Serrone, località a due miglia a Nord del porto di Brindisi, dove, nel 1992, furono rinvenuti reperti bronzei di notevole interesse storico artistico. La carta archeologica subacquea e un ricco apparato fotografico illu­strano il recupero dal mare di due grandi statue, di cui una raffigurante Lucio Emilio Paolo, il con­sole romano vincitore della battaglia di Pidna in Macedonia, e l’altra raf­figurante un civis romanus nelle vesti di togato.
A queste si aggiungono due teste di personaggi con barba fluente,che riprendono il tipo figurativo del filosofo, databili fra il IV e il III sec. a. C.; due teste – ritratto di personaggi maschili di età imperiale romana, l’uno appartenente alla famiglia -” Giulio-Claudia e l’altra che presenta forti somiglianze con l’imperatore Caracalla; due immagini femminili di III-IV sec. d. C., oltre ad un’ala pertinente ad una statua di Vittoria e a numerosi frammenti di panneggi che dovevano costituire il ricco bottino di una delle tante navi colte, in antico, dai marosi lungo le coste brindisine.

Fonte: Provincia di Brindisi