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Monterosso

Calici di buon vino nelle Cinque Terre

Si può dire che, grazie al nostro itinerario Calici di buon vino nelle Cinque Terre si nota come in questa zona i miracoli sbocciano sulle terrazze sostenute da muri a secco, che sembrano sospese fra mare e cielo. Fra le rocce si rubano spicchi di terra e si coltivano a fatica le viti e gli olivi. Su in alto, oltre i terrazzamenti arditi voluti e creati con ostinazione dall’uomo, la macchia mediterranea ha ripreso poco a poco il sopravvento e le ginestre, le euforbie e l’elicriso riempiono e profumano l’aria, mentre le agavi punteggiano il panorama.

Contrariamente a quanto si possa pensare, la sapida cucina dei luoghi non è soltanto marinara, giacché gli antichi abitatori della zona erano dediti, oltre che ai traffici di mare, all’agricoltura. Squisita la torta di riso e golosità assoluta è poi la focaccia, nelle sue diverse versioni. Un altro piatto che è una gloria di tutta la riviera sono i pansotti al sugo di noci, pasta farcita di erbette aromatiche e condita con salsa di noci, olio di frantoio e latte cagliato. Calici di buon vino nelle Cinque TerreE che dire delle linguine al pesto? Col basilico frantumato nel mortaio, i pinoli, l’olio e il pecorino odoroso vanno a creare una salsa vellutata e sapida. La farinata ligure, parente della cecina toscana, che esce dal forno con profumi soavi e s’impolvera di pepe nero macinato al momento, è un fuori pasto fra i più classici e gustosi. Ci sono poi la zuppa di datteri, i brodetti e i pesci alle erbe aromatiche cotti nel coccio. Tutti perfetti per assaporare i vini della Riviera, dal bianco Cinque Terre doc al Colli di Luni bianco o rosso, al Colline di Levanto rosso.

È una piacevole scoperta andare per cantine. Da visitare assolutamente la cantina cooperativa di Riomaggiore, anche per fare scorta di bottiglie, di olio extravergine d’oliva e di miele locale. Una delizia che non bisogna assolutamente fare a meno di assaggiare è il raro Sciacchetrà, un vino passito vellutato, dal colore oro antico con intriganti riflessi ambrati. È un vino ottimo da fine pasto, ma sono da provare anche abbinamenti più insoliti con i saporosi formaggi erborinati. Nulla di certo si sa sull’origine del suo nome, ma un’ipotesi suggestiva suggerisce la derivazione dal termine biblico shekear, che vuol dire “vino più puro”.

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