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Barberino del Mugello

Su e giù per il Mugello

La gita a tema Su e giù per il Mugello che vi proponiamo in questa pagina è suggerita dal sito internet www.mugellotoscana.it che comprende anche altri percorsi interessanti che vi consigliamo di visitare. In questo specifico percorso andiamo su e giù per il Mugello, la valle dei Medici compresa tra Firenze ed il confine con l’Emilia Romagna. L’itinerario, di grande valore paesaggistico, complessivamente registra 37,4 chilometri ed è adatto ad un cicloescursionista con un minimo di allenamento. La strada, sempre asfaltata rende possibile l’uso di qualunque bicicletta.

Partiamo anche in questo caso da Borgo San Lorenzo ed imbocchiamo la strada provinciale in direzione di San Piero a Sieve. Il percorso è pianeggiante ed alberato ma dobbiamo fare attenzione al traffico intenso ed ai numerosi mezzi pesanti.

Al chilometro 5,8 giungiamo all’incrocio con la strada provinciale n.503 del Passo del Giogo nel comune di San Piero a Sieve; svoltiamo a destra e dopo poche centinaia di metri imbocchiamo la strada a sinistra per Barberino di Mugello. Dopo circa un chilometro una strada a destra (direzione Bosco ai Frati) ci immette in una zona di aperta campagna.

Il nastro di asfalto è stretto ma il fondo è in condizioni discrete e il traffico è quasi del tutto assente se si eccettuano i giorni festivi dell’estate. É un dolce saliscendi che fiancheggia il Bosco ai Ronchi e che successivamente si attraversa per giungere, al chilometro 10, dopo una breve salitella, al Convento di Bosco ai Frati, località religiosa importante del territorio mugellano.Su e giù per il Mugello

Usciti dal bosco si arriva, al chilometro 11,4, ad un bivio dove si svolta a destra in direzione di Galliano. La strada diviene ampia e soleggiata, ma il traffico continua ad essere scarso; di fronte a noi si può notare il lungo, continuo, crinale appenninico con i suoi valichi (la Futa, la Raticosa, il Giogo di Scarperia, la Colla di Casaglia, il Muraglione) croce e delizia di tutti i cicloamatori toscani ed emiliano-romagnoli.

Soffitto affrescato a Palazzo dei Vicari (Scarperia)Si costeggia l’aviosuperficie di Galliano dove velivoli leggerissimi decollano e atterrano nei prati e dove, con un po’ di coraggio, si può provare l’ebbrezza del volo e, al chilometro 15, dopo una leggera salita, si giunge a Galliano. Da qui, prendendo in direzione Sant’Agata, inizia un percorso diverso dal precedente, con strade sempre bene asfaltate ma che descrivono un tortuoso nastro di saliscendi anche ripidi che sono una delle caratteristiche principali di questa fascia pedemontana.

A Sant’Agata, con la sua splendida chiesa romanica, si giunge dopo circa 4 chilometri (chilometro 19,6) di su e giù nella campagna, fra case coloniche e fienili ristrutturati in splendide abitazioni. Dopo Sant’Agata possiamo “tirare il fiato” per qualche chilometro fino a che non si incontra il balzo che porta all’interno delle mura di Scarperia (chilometro 23,3), con la sua tradizione dei ferri taglienti e lo splendido Palazzo dei Vicari.

Attraversato l’abitato di Scarperia proseguiamo per Luco di Mugello iniziando di nuovo un tratto stradale molto vallonato che ci porta a costeggiare, al chilometro 24,8, l’Autodromo Internazionale del Mugello. Il circuito, di proprietà della Ferrari che svolge qui molti test, oltre ad essere celeberrimo per ospitare uno dei Gran Premi di Motociclismo più belli e più attesi dagli appassionati di tutto il mondo, ha anche una tradizione ciclistica. Infatti, nel 1977 ha ospitato l’arrivo del Giro d’Italia – vittoria di Marino Basso in volata – esperienza che viene ripetuta anche nel Giro d’Italia 2007.

Il Cristo del Donatello, nel convento del Bosco ai Frati. La strada prosegue allo scoperto ma sempre con un traffico molto scarso fino a giungere a Luco di Mugello. Che siamo nella patria del tortello di patate, vero vanto mugellano, lo si può facilmente capire dagli innumerevoli cartelli che da marzo ad ottobre tappezzano i muri e pubblicizzano le sagre paesane con questa specialità.

Dopo Luco di Mugello (chilometro 26) la sede stradale si restringe pur rimanendo bene asfaltata; dopo aver svoltato in direzione di Ronta (chilometro 28,1) superando il Torrente Bosso inizia però il tratto più duro del percorso.

La prima rampa che immette nel bosco, anche se di poche centinaia di metri, è una rasoiata alle gambe che richiede di alleggerire il più possibile il rapporto. Superata questa prima asperità alcuni tornanti in discesa immettono in una splendida piccola valle dove non è impossibile scorgere caprioli in libertà. Il paesaggio è incantevole ma a meno di fermarsi non lo si gode più di tanto poiché, dopo poche centinaia di metri di pianura, inizia la seconda rampa in salita; e questa volta bisogna fare ricorso a tutte le energie – e al rapporto più agile – per non dover scendere di sella. Questa salita, non più lunga di tre-quattrocento metri, supera senz’altro il 15% di pendenza (si passa da quota 292 a 371 metri sul livello del mare) e giunge all’abitato di Selva (km 30,1) da dove, con uno stretto saliscendi, si arriva ad incrociare la strada provinciale n.302 Brisighellese-Ravennate (chilometro 31,4). A sinistra inizia l’abitato di Ronta e la salita che conduce al Passo della Colla di Casaglia mentre noi svoltiamo a destra ed iniziamo la discesa che, dopo 6 chilometri, ci riporta a Borgo San Lorenzo.

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