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Oliva taggiasca

L’area di produzione della taggiasca ricade nel bio-sistema mediterraneo. Geograficamente va dalla valle di Albenga (SV) fino a Monaco, spingendosi nell’entroterra fino ad una quota di circa 700 metri.
Nelle zone marginali la taggiasca è spesso mescolata con altre coltivazioni, mentre in tutta la provincia di Imperia diviene di fatto una monocoltura. Non vi è un Comune in cui vi sia una prevalenza di coltivazione olivicola, ma alcune aree, grazie al microclima ed alle caratteristiche geomorfologiche, permettono una produzione di qualità superiore a quella media, peraltro già elevata. L’olivo di varietà taggiasca un albero assai vigoroso, diffuso principalmente nella Liguria di Ponente, con particolare rilevanza nella provincia di Imperia, dove di fatto diventa l’unica coltivazione. Il tronco si presenta solitamente molto contorto, spesso con sviluppo inclinato, e difficilmente si possono trovare due alberi simili. Questo fa sì che venga spesso impiegato anche come essenza ornamentale.
La drupa, di colore nero-violaceo a maturazione completa, ha forma allungata, leggermente cilindrica, ed il peso varia dai 2 ai 4 grammi. Le olive taggiasche possono essere consumate intere (conservate in salamoia); sono di piccole dimensioni ma molto saporite e sono un prodotto la cui lavorazione è effettuata utilizzando tecniche tradizionali molto antiche. Con queste olive viene anche prodotta una salsa molto appetitosa, il patè d’olive. La particolarità dell’olio di taggiasca è nella sua leggerezza, dovuta alla bassa acidità, e nel sapore fruttato e particolarmente dolce.

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