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Miele delle Marche

Le Marche sono una delle poche regioni italiane dove l’apicoltura è diffusa in maniera capillare da tempi remoti, tramandata di padre in figlio con dedizione e passione tanto da divenire un punto di riferimento di per l’intera apicoltura italiana. Il miele marchigiano possiede una qualità elevata, e soprattutto nella produzione proveniente dalle zone collinari e montane, dove viene ancora praticata un’agricoltura estensiva di ottime piante nettarifere, tuttavia il nettare può provenire anche da piante spontanee quali Stachys annua o erba della Madonna. Il miele è dolce, poco aromatico e di colore chiaro,  si tratta di una soluzione zuccherina molto dolce, prodotta dalle api per nutrire le loro larve e per avere una riserva di cibo durante la stagione invernale. Le api operaie prima prelevano il nettare dei fiori e poi lo trasformano in miele dentro una sacca speciale che si trova nel loro apparato digerente, il miele viene poi conservato in favi all’interno dell’alveare. Il miele d’api è composto di fruttosio, glucosio,acqua, enzimi e oli essenziali; è un alimento molto nutriente (100 grammi forniscono 330 calorie) e mentre il glucosio fornisce energia immediata, il fruttosio va a costituire una riserva energetica.
Il colore e il gusto dipendono sia dalla fonte da cui è stato estratto il nettare sia dal tempo in cui è stato prodotto. Generalmente il miele di colore chiaro risulta essere più pregiato di quello di colore scuro. La cristallizzazione è un processo naturale che dipende dalla composizione e dalla temperatura. Prima di essere messo in commercio, il miele viene riscaldato a oltre 65°C per sciogliere eventuali cristalli, quindi versato in contenitori sigillati per limitare il più possibile la cristallizzazione.

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