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Viaggio in Italia, capolavori dal mondo

Tre mostre simultanee per accogliere prestiti d’eccezione di prestiogiosi musei internazionali. A Trieste il Rinascimento tedesco di Cranach il Vecchio; a Gradara l’arte fiamminga; a Bari il post impressionismo di Bonnard, Signac e Matisse. Dal 14 giugno al 30 ottobre, infatti, proprio grazie al prestito di alcuni capolavori di grandi maestri dell’arte internazionale provenienti dal Museo Fondation Bemberg, tre mostre simultanee e tematiche animano le sedi espositive dislocate lungo il litorale adriatico: il Museo Storico del Castello di Miramare a Trieste, la Rocca di Gradara (Pesaro Urbino) e il Castello Normanno-Svevo di Bari.

Il “viaggio” artistico parte col Rinascimento tedesco dal Castello di Miramare con “Sì dolce è il tormento: l’amore in tre capolavori di Lucas Cranach il Vecchio” (14 giugno – 30 ottobre): nella residenza ottocentesca di Massimiliano d’Asburgo i visitatori possono ammirare tre splendide opere di Cranach, una delle quattro versioni esistenti di Venere e Cupido, Il vecchio innamorato o Gli amanti, oltre alla tela appartenente alla Gallaria Nazionale d’Arte Antica triestina Diana e le ninfe sorprese da Atteone.

Nella Rocca di Gradara è allestita la seconda tappa del percorso espositivo “Quell’universo particolarissimo: il fascino dell’arte fiamminga in cinque capolavori a Gradara (15 giugno – 29 ottobre); il castello marchigiano, noto per la celebre storia d’amore di Paolo e Francesca, ospita le tele di cinque artisti rappresentativi della pittura fiamminga: Rogier Van der Weyden, Adriaen Isenbrandt, Pieter Brueghel il Giovane, Ambrosius Benson e Joachim Patinir.

Il “Viaggio in Italia” si conclude con “Dopo l’Impressionismo. Il nuovo sguardo sulla natura in tre opere di Bonnard, Signac, Matisse” (16 giugno – 28 ottobre) al Castello Normanno-Svevo di Bari, imponente fortezza simbolo della città pugliese; i tre maestri seppero guardare all’impressionismo, cogliendone la lezione di modernità e rottura con la tradizione, ma reinterpretandolo e rinnovandone le chiavi espressive. La lezione impressionista sull’uso totalmente nuovo del colore sfocia nel fauvismo di Matisse, nel puntinismo di Signac e nel post-impressionismo di Bonnard: del primo è in mostra La Falesia d’Aval e il cottage di Etreat, di Signac l’olio su cartone Alberi in fiore e di Bonnard lo scorcio urbano Il ponte dei Santi Padri.

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