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Murrina, una tradizione lunga duemila anni

Il Museo Archeologico Nazionale di Altino e il Museo del Vetro di Murano (Venezia) ospitano, dal 17 giugno al 6 gennaio 2013, “Vetro Murrino da Altino a Murano”, una grande mostra, a cura di Rosa Barovier Mentasti, Chiara Squarcina, Margherita Tirelli, con Rosa Chiesa, Francesca Elisa Maritan e Francesca Pederoda, che descrive una tradizione lunga circa duemila anni. Posta sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, la mostra è promossa dal comitato Altino Vetri di Laguna, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Museo del Vetro di Murano e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto – Museo Archeologico Nazionale di Altino, con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia e del Comune di Venezia, del Comune di Quarto d’Altino, di Promovetro, del Comitato Nazionale Italiano dell’Association Internationale pour l’Histoire du Verre e del Corning Museum of Glass, con il sostegno di UniCredit, Stevanato Group.

Due sedi espositive per raccontare la lunga storia del vetro mosaico o “murrino”, noto al grande pubblico con l’appellativo di “vetro di Murano”, e creare un ipotetico e audace filo conduttore che lega due epoche lontane fra loro, ma riconosciuto come margine per definire e inserire in un contesto storico la tradizione nella produzione vetraria di circa duemila anni fa.

La connessione temporale descritta in mostra ha inizio al Museo Archeologico di Altino con la mostra di reperti vitrei che delineano la città di Altinum come “progenitrice” di Venezia e di Murano, l’attuale “isola del vetro”. In mostra all’interno del museo una variegata serie di vetri murrini rinvenuti negli scavi archeologici effettuati ad Altino e nel territorio adriatico nord-orientale. Le opere in mostra, importate dall’Oriente ma anche di probabile produzione locale, testimoniano la raffinatezza e l’alto tenore di vita della Venetia romana. Il territorio in cui sono stati rinvenuti i reperti, oltre a testimoniare la particolare propensione degli antichi abitanti verso la tecnica di realizzazione del vetro colorato, corrisponde all’antica X Regio, in cui erano comprese Venetia et Istria, nota nella storia per i rapporti commerciali e culturali intercorsi con le coste orientali del Mediterraneo, la patria del vetro d’arte.

Nei reperti in mostra è evidente l’antica opera manifatturiera della murrina; la tecnica consiste nella fusione a caldo di tessere vitree monocrome o policrome, come i cosiddetti millefiori, al fine di ottenere placchette, piatti e ciotole. Già nel I secolo d.C. alcune piastre murrine venivano raccolte con la canna da soffio per poi essere modellate per assumere la forma di balsamario o di contenitore profondo. Si segnalano nella sezione dedicata all’antichità i reperti provenienti da Aquileia, il centro più importante della X Regio, noto per la produzione vetraia romana dell’Alto Adriatico.

Dal XIX secolo fino ai nostri giorni i maestri vetrai veneziani hanno ripreso l’antica tecnica della murrina, sviluppando e migliorando la tecnica della soffiatura, al fine di ottenere gli straordinari risultati che li hanno resi famosi in tutto il mondo.

La storia di un’arte così antica prosegue all’interno del Museo del Vetro di Murano che ospita la seconda sezione del percorso espositivo creata con vetri murrini prodotti dalle botteghe dei vetrai residenti sull’isola negli anni immediatamente precedenti la metà del XIX secolo fino ad oggi.

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