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Alla Reggia di Caserta, in mostra Antonio Joli

Gli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta ospitano, dal 14 giugno al 14 ottobre 2012, la mostra “Antonio Joli tra Napoli, Roma e Madrid. Le vedute, le rovine, i capricci, le scenografie teatrali”, dedicata all’attività artistica del pittore modenese. Il percorso espositivo è organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Caserta e Benevento, in collaborazione con Civita. Apre il percorso espositivo, allestito nella Sala delle Guardie del Corpo e nelle retrostanze, una Veduta di Gaspar Van Wittel, padre di Luigi Vanvitelli, architetto della Reggia, che in una lettera al fratello Urbano rileva le affinità fra le vedute dipinte dal padre e quelle dello Joli. L’opera del Vavitelli è affiancata da due tele dell’artista modenese che descrivono la Partenza di re Carlo per la Spagna.

Nella Sala delle Guardie sono esposti anche un grande dipinto di Giovanni Paolo Pannini, raffigurante Carlo di Borbone visita la basilica di San Pietro, oggi al Museo di Capodimonte, e l’Arrivo al Palazzo del Quirinale di Alvise Mocenigo realizzato da Joli. Il confronto fra le due opere è in mostra per attestare il periodo in cui l’artista, trasferitosi a Roma nel 1720, dopo un inizio modenese con Raffaello Menia Rinaldi, prese contatti col Pannini apprendendo il gusto per la veduta con inserti archeologici.

Dopo l’incipit nella Sala delle Guardie, la mostra si apre nelle retrostanze con la sezione dedicata alle vedute spagnole. Tre vedute madrilene sono esposte accanto a una veduta in cui è raffigurata Aranjuez con la flotta del Tajo, illustrata minuziosamente in un manoscritto autografo di Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, detto Farinelli, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Madrid. Il periodo madrileno testimonia l’attività come scenografo dell’artista, avviata già in Inghilterra, poi in Spagna, a servizio di Fernando VI e Barbara di Braganza, grazie alla segnalazione di Farinelli, cantante lirico famoso per la sua voce da soprano, ottenuta a seguito della castrazione. Con Farinelli l’artista organizzò feste di corte e spettacoli teatrali come Armida placata (1750), Demofonte (1750), Demetrio (1750), Asilo d’amore (1750), Festa cinese (1751), Didone abbandonata (1752), Siroe (1752), La nascita di Giove (1752),L’isola deserta (1753), Le mode (1753), L’eroe cinese (1753), opere messe in scena nel Teatro del Coliseo del Buen Retiro.

Opere conservate presso la Reggia di Caserta e nel Museo di San Martino sono in mostra nella sezione che illustra la sua attività artistica presso la Corte dei Borbone; tra queste emergono L’inaugurazione della cascata del Parco della Reggia, evento organizzato in occasione delle nozze di Ferdinando IV con la regina Maria Carolina nel maggio del 1768 e l’Interno del Tempio di Poseidone a Paestum, opera su tela realizzata nel 1759 a seguito di una visita all’antica città per ammirarne le vestigia. Sempre rispondente al gusto archeologico dell’epoca, a seguito delle campagne di scavo promosse dai Borbone che influirono in maniera incisiva anche sulla costruzione della Reggia e del Parco di Caserta, è in mostra un dipinto raffigurante l’Arco di Traiano a Benevento, pendant di una tela, di identico soggetto, recentemente acquisita dal museo del Prado di Madrid.

Fra le opere conservate a Caserta emergono i dipinti che illustrano le scenografie realizzate per opere come l’Alessandro nelle Indie, in scena al Teatro San Giovanni Crisostomo di Venezia durante il Carnevale del 1738 e riproposta nello spettacolo del 29 maggio 1768, presso il San Carlo di Napoli.

Altri dipinti conservati nella Reggia sono esposti nella sezione dedicata a Roma; tra le opere, che testimoniano l’attenzione dell’artista verso l’Urbe intesa come simbolo del mondo classico, sono in mostra una Veduta del Tevere con Castel Sant’Angelo e San Pietro e una Veduta di Piazza del Popolo. Più attinenti al suo gusto per l’antico sono le diverse versioni del Campo vaccino e dei Paesaggio con ruderi dipinti, opere realizzate fondendo il gusto per la veduta con quello del capriccio.

Infine, a conclusione del percorso, due Vedute di Napoli da Portici, di grandi dimensioni, una delle quali di proprietà di Banca Intesa Sanpaolo.

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