Nel mondo globalizzato l’arte non può che essere concepita nella sua globalità di accezioni. Le persone sono una delle “tele” più interessanti, vere opere d’arte in movimento…
Cosa tenere in considerazione durate l’acquisto o la critica di un’opera d’arte?
L’arte suscita nell’artista una liberazione emotiva ed in chi osserva una forte emozione e/o reazione. Se l’artista riesce ad ottenere una reazione, sia negativa che positiva, significa che ha creato con successo una forma d’arte, che è stato notato. Quando si tratta di acquistare “arte” (sia che ci si riferisca all’ultimo CD, alla pittura, alla letteratura oppure ai biglietti per il teatro), si dovrebbe in primo luogo soddisfare i propri desideri. ” Non so cosa sia peggio: se osservare acri di cattiva arte e cercare di trovarvi a tutti i costi qualcosa di buono, o aspettare di leggere quello che dicono i critici”.
In questo mondo si ragiona troppo spesso attraverso parametri di vendita, attraverso ciò che si vende meglio e che di solito fa “tendenza”. In realtà dovrebbe essere l’individuo a decidere quale tipo di arte gli dà piacere, considerando anche, o soprattutto, spunti di riflessione emotiva che questo piacere riesce ad offrirgli. Vi sono purtroppo ancora persone poco inclini ad assecondare le proprie preferenze, ve ne sono ancora troppe invece che optano per “una facile via d’uscita” scegliendo ciò per cui i critici” impazziscono” in quel momento.
Ciò che possiamo ottenere singolarmente da un’opera d’arte non è probabilmente ciò che l’artista inizialmente aveva previsto, ma ci darà comunque una qualche forma di nostra soddisfazione interiore.
L “arte” è ciò che si è svolto all’interno dell ’artista durante la creazione originale, la liberazione della passione, della rabbia, della pace, di qualunque sia il sentire dell’artista. La cosa grandiosa è che l’arte è aperta alle interpretazioni. “Nessun valore assoluto”. Un altro aspetto importante della filosofia del “laissez – faire” è la paura, in tutti gli osservatori di tutte le forme d’arte, di sbagliare. Questo timore è particolarmente sentito da coloro che hanno dimenticato le grida contro quegli artisti contemporanei che in seguito furono chiamati “grandi”. Non possiamo permettere che la paura di sbagliare ci impedisca di godere dell’arte. L’arte è arte, quando riesce ad intrigarci, ad incuriosirci emotivamente, quando diventa valore di scambio.
Castadivae®: perché
Ancora oggi la moda ci rimanda un’immagine di quello che siamo o che vorremmo essere: ciò che si indossa è un aggettivo che qualifica chi lo indossa esternando a quale “tribù” appartiene o aspira ad appartenere, ma ciò che distingue il vero lusso dalla semplice ostentazione è il buongusto, ovvero la rara capacità di saper scegliere le cose migliori non solo in base al loro prezzo, ma al loro valore reale, economico ed emotivo.
Castadivae®, il brand ideato da Monica Curzi, propone ricercati accessori moda realizzati in Italia, gli stessi materiali sono di provenienza italiana. Per alcuni articoli il numero dei pezzi disponibili è volutamente limitato poichè confezionati da artigiani i quali, per scelta, rifiutano di far rientrare le loro “creazioni” nel vortice dei grandi numeri.
Castadivae® è soprattutto un marchio registrato che realizza una propria linea di articoli di elevato target qualitativo volti ad un pubblico sia femminile che maschile.
Castadivae®, inoltre, promuove e commercializza opere d’arte, modellato, scultura e pittura di artisti estremamente telentuosi ma non necessariamente ancora noti al vasto pubblico.
Castadivae®: come
Gi oggetti Castadivae® non si trovano nei negozi, così come i quadri di Monica Curzi non si trovano nelle gallerie d’arte; c’è il suo Showroom minimalista a Chiavari, in Viale Kasman 13 (a due passi dalla rotonda di Corso Dante) gestito direttamente da Monica, da oggi a disposizione del pubblico. Ma, soprattutto, c’è il nuovissimo e-shop www.castadivae.it/shop dove è possibile visionare comodamente da casa sia i quadri sia i gioielli e gli accessori e acquistarli direttamente online, oppure, semplicemente, sceglierli per poi ritirarli in negozio.
” Do not let your bias affect what you expect to see, your past experiences tell you what you should see, or that your wishes suggest what you’d like to see”.
Kimon Nicolaides
“ Non lasciate che i vostri pregiudizi influenzino quello che vi aspettate di vedere, che le vostre esperienze passate vi dicano quello che dovreste vedere, o che i vostri desideri vi suggeriscano quello che vi piacerebbe vedere. “
Kimon Nicolaides
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