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Dalla ampia Piazza Campello si raggiunge la Rocca. La costruzione della fortezza venne ordinata nel 1359 dal cardinale Egidio Albornoz, il potente emissario papale incaricato di ripristinare il controllo pontificio della Chiesa durante il periodo avignonese. La Rocca albornoziana è certamente il monumento più rappresentativo della città di Spoleto, essa è circondata da un’alta muraglia e gode di una posizione privilegiata, posta al di sopra dell’intera città. La pianta della rocca è rettangolare con i lati lunghi circa quattro volte quelli corti (133x33 metri), ha quindi una forma molto allungata, ed è attraversata nel senso del lato corto da un corpo di fabbrica che dà origine a due rettangoli minori, differenti tra di loro, che formano i due cortili. Alle estremità del corpo maggiore e del braccio trasversale si trovano le sei torri la più alta delle quali è la possente torre Maestra, collocata al centro del lato lungo dalla parte della città. Nel lato opposto, verso il monte Monteluco, la torre nord orientale era collegata, attraverso un passaggio su arcate, ad una torre esterna addossata alla cinta urbica e chiamata Malborghetto. Le arcate e la torre non sono oggi più visibili a causa della edificazione, agli inizi del XX Secolo, della palazzina degli uffici penitenziari. Adagiata alla torre di nord ovest vi è ancora l’antica cappella. Dagli ampi spazi circostanti la Rocca si godono meravigliosi panorami della città sottostante, del Monteluco, delle vallate spoletine e delle colline circostanti.
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