Piccolo villaggio vicino ai guadi dell'Isonzo, non lontano dalla direttrice principale dei traffici tra Aquileia e Emona (Lubiana), fu l'antica sede di un castelliere preistorico. Fin dall'XI secolo la città si sviluppò urbanisticamente in due distinti ambiti: il borgo castellano o terra superiore, con un ruolo politico-amministrativo, e la villa o terra inferiore, con caratteri agricolo-commerciali. Con un'impronta urbana sopravvissuta fino ad oggi la città, contea principesca che nel '500 passò tra i domini ereditari di casa d'Austria, si allargò ai piedi del castello diventando, nella seconda metà del XVIII secolo, sede arcivescovile metropolitana con giurisdizione sulle diocesi di Trieste, Trento, Como e Pedena. Attorno alla Cattedrale barocca dove venne trasferito gran parte del Tesoro della Basilica di Aquileia, si sviluppò un nuovo centro storico di impronta settecentesca che ospitava anche una sinagoga ebraica a testimonianza dell'incontro di popoli e religioni diverse. Le due guerre mondiali danneggiarono gravemente la città, e mentre dopo il 1918 la ricostruzione lasciò sostanzialmente inalterata la fisionomia del centro, con il trattato di pace del 1947 il suo territorio venne notevolmente ridotto e la città fu divisa in due parti dal confine italo-jugoslavo. Simbolo della città di Gorizia è l'antico Castello, una possente struttura pentagonale chiusa entro un muro di cinta di forma irregolare, con sei torri semicircolari, posto sopra una piccola altura isolata a dominare la circostante piana. Si presume che sorse nel medioevo. Importanti sono anche i vari alberghi che si trovano nella città di Gorizia o nelle vicinanze. Fonte:www.turismo.fvg.it
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